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I voltafaccia di quei leader piccoli piccoli

L’Iran è stato sempre gentile coi suoi amici, ne sa qualcosa Putin che non avrebbe mai potuto gestire la crudele guerra con l’Ucraina senza i droni di Khamenei. Ma poi quando il “leader supremo” è stato ucciso, la Russia ha preso in mano la penna, non le armi, e Putin ha chiesto di “accettare le mie condoglianze” per quell’ “eccezionale uomo di Stato ucciso in violazione di tutte le norme morali”. Lui è un campione della morale specie quando fa ammazzare uno a uno i suoi nemici e invade territorio altrui con stragi e distruzione. Ora, porge le condoglianze, mentre sottobanco fornisce aiuto. Altri casi interessanti: Erdogan esclama che è stata “violata la sovranità e aggredito il popolo iraniano”. A Cipro però lui occupa un bel pezzo di terra che non gli appartiene mentre sbocconcella pezzi di Siria aggredendo i curdi.

di Fiamma Nirenstein | 7 Marzo 2026

L’Iran è stato sempre gentile coi suoi amici, ne sa qualcosa Putin che non avrebbe mai potuto gestire la crudele guerra con l’Ucraina senza i droni di Khamenei. Ma poi quando il “leader supremo” è stato ucciso, la Russia ha preso in mano la penna, non le armi, e Putin ha chiesto di “accettare le mie condoglianze” per quell’ “eccezionale uomo di Stato ucciso in violazione di tutte le norme morali”. Lui è un campione della morale specie quando fa ammazzare uno a uno i suoi nemici e invade territorio altrui con stragi e distruzione. Ora, porge le condoglianze, mentre sottobanco fornisce aiuto. Altri casi interessanti: Erdogan esclama che è stata “violata la sovranità e aggredito il popolo iraniano”. A Cipro però lui occupa un bel pezzo di terra che non gli appartiene mentre sbocconcella pezzi di Siria aggredendo i curdi.

I più imbarazzanti sono i Paesi europei: il primo ministro spagnolo Sanchez, che ha fatto una bandiera del suo odio per Israele e per gli USA, si è levato in difesa dell’Iran di Khamenei, gli è parsa conveniente la bandiera antiTrump e antiNetanyahu. Questo mentre Macron, con tono un po’ più diplomatico, ha alzato il suo indice contro la guerra sia in Iran che, soprattutto, agli Hezbollah. “Un errore fatale” ha detto. Intanto persino il governo libanese si faceva coraggio e chiedeva a Hezbollah di disarmare per sempre. Ma il presidente francese fa sempre molti calcoli prima di parlare, paura e convenienza. Ma ecco che adesso sia Sanchez che la Francia, i Paesi Bassi, la Grecia e anche l’Italia (benché Crosetto si sia lasciato andare su una supposta “guerra illegale”, che non è mai tale quando l’attaccato è armato e pericoloso) sono coinvolte in un gruppo navale multinazionale, mentre i Paesi arabi moderati prendono anche loro, aggrediti dall’Iran, il treno verso il futuro. Menomale.

L’Inghilterra arranca, il debutto balbuziente di Starmer quando a Cipro la sua base militare di Akrotiri è state colpite da droni iraniani gli è costato un’osservazione sprezzante di Trump: “Certo non è Churchill”. Lo “Star” lo ha definito “Cime tentennanti” invece che “Cime tempestose”. Intanto si è appurata la notizia che l’esercito inglese, che era il meglio d’Europa, è ormai, negletto a lungo, ridotto in uomini e tecnologie.  Piano piano comunque un largo mondo, per amore o per forza, anche a causa dell’ingresso nell’agone del mondo arabo moderato ben edotto degli orrori iraniani, capisce che la lotta giusta è quella dell’Occidente contro le dittature e il terrore. In pochi giorni, avremo una coalizione. Per la guerra in Iraq ci vollero settimane. Dispiace che tuttavia nessuno dei Paesi in questioni si sia posto la questione della vita di 10 milioni di persone, gli israeliani, minacciati ogni giorno di morte dal 1979 dal regime iraniano, ormai armato di missili balistici e quasi pronto con le armi atomiche: da sabato scorso, come tante volte negli anni, devono correre su e giu nei rifugi coi bambini per non essere uccisi. Vivono nel pericolo ogni giorno, L’atteggiamento che sdogana sotto il titolo dei diritti umani l’antiamericanismo e l’antisemitismo, usa la legalità internazionale come bandiera, ma bandiera che perde alla fine si straccia.   

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

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