l dottor Giuliano Amato (per vocazione ministro e per presunzione
intellettuale) dichiara di essere amareggiato perché Mussi e Boselli non hanno aderito al nuovo soggetto politico, meglio, Partito Democratico, voluto da Fassino e Rutelli per gestire, incontrastati, il potere politico e quello di governo. Non a caso, i due personaggi preferiscono la celebrazione del referendum, che darà corso ad una legge elettorale anticostituzionale, perché, la stessa, prevede la definitiva abolizione della sovranità popolare e di conseguenza, della democrazia nel nostro Paese.
Il dottor, prof. Giuliano Amato, costituzionalista, dopo aver dichiarato d’essere socialista da cinquanta anni, con credo religioso, aderisce, incomprensibilmente, al PD.
Nessuno contesterebbe la sua lunga milizia socialista, con Nenni prima e con Craxi dopo. Il problema è se il Dottore sottile, durante la lunga militanza, ha servito il Partito o lo ha utilizzato, per la sua sola immagine. Nessuno affermerebbe che egli ha servito il Partito!
L’etica vuole che un socialista, vero, fedele agli ideali socialisti, mai abbandoni i propri compagni di fede, dichiarando, come l’apostolo San Pietro, di non aver conosciuto il Maestro arrestato e condannato a morte.
Si rasenta il ridicolo, quando ci s’illude di poter essere ancora un riferimento per i socialisti, in particolar modo, per quelli che, stanno realizzando l’unificazione.
Si valuta come errore madornale affermare che il PD perseguirà una politica riformista.
Come si può ignorare che la Margherita, oggi, è un partito confessionale e che i DS, per bocca di D’Alema, non possono essere socialisti e come tali lontani dal laicismo, riformismo e liberalismo di concezione socialista.
Cos’altra bisogna documentare per far capire, anche al ministro Amato, che il PD mai potrà fare una politica delle riforme per lo sviluppo sociale ed economico della popolazione.
C’è un punto a favore del ministro Amato, quando ammonisce Margherita e DS, affermando che il futuro del PD deve essere affidato ai giovani preparati politicamente, professionalmente, senza rancori personali e senza culto del proprio io. Sbaglia, però, Amato quando predica bene e razzola male. Dia lui l’esempio di passare la mano ai giovani. Parli lui di riformismo, indichi lui, cosa bisogna fare per salvare la società dallo sfacelo galoppante.
Prenda lui l’iniziativa per un radicale cambiamento dei programmi televisivi, apostrofati con il termine spazzatura. Salvi lui i bambini da visioni oscene e violenti. Faccia meno il gran professore, pur avendone le qualità, e più il padre dei piccoli indifesi e abusati.
Non si occupi dell’affermazione del PD, giudicato inopportuno, sul piano sostanziale, anche dall’eroe di mani pulite, (san) Antonio Di Pietro. La politica sbagliata, di destra e di sinistra, è la causa dei fischi ed altro, indirizzati ai politici in questi giorni. E’ la politica senza idee, egoistica, affaristica che demoralizza e amareggia la popolazione, che rischia un nuovo autoritarismo di nefasta memoria.
La speranza del nuovo, del giusto, della serietà e dell’onestà, contrariamente a quanto afferma Giuliano Amato, è rappresentato propria da una forza socialista in grado di riprendere il cammino delle riforme per soddisfare i bisogni della popolazione con i mezzi di cui si disporrà.
Se non Le sarà possibile ricredersi, lasci la tessere del socialismo e vada per il suo destino.
Domenico Civitano

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