Come e’ possible che Niki Vendola, che si era tanto speso per cucirsi addosso l’immagine di uomo mite e immaginifico, abbia potuto sbracare tanto, quando ha parlato in piazza del Duomo, a Milano, per festeggiare la vittoria di Pisapia? Talmente tanto, da costringere il neo-sindaco a richiamarlo all’ordine?
Vendola ha cercato di rimediare, quasi ammettendo lo sbaglio. Ma non ha convinto nessuno.
Il fatto e’ che Vendola quelle parole, sugli uomini della destra “sgradevoli” e sulla “liberazione” di Milano, le aveva pronunciate a freddo, non sotto la spinta dell’emozione per la vittoria. Voleva, forzando i toni, mettere il proprio sigillo. In modo che, se a Milano aveva vinto Pisapia, un suo uomo, si sapesse che in Italia avrebbe potato vincere lui, come gia’aveva vinto in Puglia.
Il risultato e’ stato doppiamente negativo. Da un lato Pisapia ci ha tenuto a dimostrare che non e’l’uomo di nessuno. Dall’altro Vendola ha fatto capire a tutti che per vincere le elezioni politiche e’ il meno adatto.
I TONI SBAGLIATI (MA STUDIATI) DI VENDOLA
Il fatto e’ che Vendola quelle parole, sugli uomini della destra “sgradevoli” e sulla “liberazione” di Milano, le aveva pronunciate a freddo.

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