Occhetto, Bertinotti, Piero Fassino, Veltroni, Rutelli sembrano degli ospiti malinconici di case di riposo.
La rottamazione avviata dal giovane ribelle PD, d’origine “democristiano”, Matteo Renzi, è l’epilogo della condanna storica della sinistra antidemocratica stalinista. Quella sinistra resasi responsabile del degrado storico della bella Italia. E il caso Roma mafiosa completa l’opera del disastro nazionale.
Occhetto, Bertinotti, Piero Fassino, Veltroni, Rutelli sembrano degli ospiti malinconici di case di riposo.
Stefano Fassina, Civati, Cofferati si sono dimessi dal PD consci della fine storica della sinistra rappresentata da Matteo Renzi che mira a conquistare l’itero potere.
Bersani e D’Alema, sembravano immortali e invece stanno scomparendo come foglie al vento. Lo stesso Re Giorgio è stato etichettato come il peggiore Presidente della Repubblica. Le dimissioni di Berlusconi, nel 2011, sono addebitate a Napolitano complice essenziale dei poteri forti e della cancelliere Merkel che pretese la caduta di Berlusconi, in quanto suo oppositore nel Parlamento Europeo.
Lo scandalo degli appalti di Roma parla di una organizzazione criminale con forti presenze di sinistra. Siamo al tempo della giunta Veltroni quando Salvatore Buzzi, l’uomo che in cambio di lucrosi appalti pagava i politici del Campidoglio. In quello stesso periodo la Coop 29 giugno accumula lavori nel settore dell’accoglienza, e nel campo del verde attrezza con piante e cespugli il parcheggio di palazzo di giustizia. La cooperativa di Buzzi è di sinistra ed è iscritta alla Lega delle cooperative di cui faceva parte anche Giuliano Poletti prima di essere ministro del Lavoro del governo Renzi.
Nel 2008 il sindaco Alemanno tenta di bloccare tutti gli appalti, in particolare quelli delle cooperative. Succede il finimondo da parte della Lega coop e della Cgil. Buzzi, intanto va avanti indisturbato con la collaborazione dell’ex terrorista nero Massimo Carminati e di alcuni camerata.
Quindi, Mafia Capitale nasce a sinistra e a sinistra rimane tant’è che ha finanziato la campagna elettorale di Marino che si affanna a dire che egli rappresenta un argine contro la malavita romana. E’ strano che dimentica che Lui e il suo vice Luigi Neri hanno firmato un atto in cui concedevano alla coop.29 giugno un immobile comunale di mille metri quadrati e di quasi 2500 metri di terreno ad un affitto di 1.229 euro al mese, con uno sconto di 6o mila euro l’anno.
Il PD con i litigi tra i vecchi e i nuovi dirigenti, tra questi e il divo Achille Marino sembra più una aula di asilo di bambini capricciosi, prepotenti e chiassosi che una sede politica di tutto rispetto come ai tempi di Amendola, Togliatti, Di Vittorio, Berlinguer.
Converrebbe consiliare il chirurgo Ignazio Marino di tornare a fare il suo mestiere, perché come politico si può trovare solo nei guai. Marino non si rende conto che il solo minacciare di fare dei nomi alla Magistratura è un reato da chiarire alla stessa Magistratura.
Se, come afferma, ha degli appunti per scrivere un libro esplosivo contro Matteo Renzi, in particolar modo e il PD in generale, deve andare con le sue gambe alla Procura della Repubblica e non aspettare che si verifichi il contrario.
Se è convinto di avere i romani dalla sua parte lo dimostri apertamente con le azioni in modo da accelerare la fine del PD alleggerendo anche il lavoro della Magistratura che per fortuna dell’Italia non ha più quel colore rosso sangue che ha distrutto Craxi e Berlusconi.
E’ un po’da ingenuo avvertire Matteo Renzi che potrebbe ritirare le dimissioni e creare, con il suo seguito, il nuovo esercito Cartaginese per combattere il PD romano guidato da Matteo Renzi.
Verrebbe da chiedersi se Marino sapesse della valanga di scandali che lo hanno travolto, atteso che afferma con una certa baldanza di essere nel giusto.
Marino deve convincersi che la sua storia politica è finita anche se dovessero risultare ridimensionati gli scandali attribuitili. Ormai, l’ex Sindaco di Roma farebbe bene a unirsi ad Alfano, a Lupi a Verdini e a tanti altri onestissimi politici che per salvare l’Italia hanno abiurato la loro fede politica per sottomettersi a Renzi, che sembra già avviato verso Piazzale

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