Questa è una finanziaria che avrebbe potuto presentare solo una monarchia, non certamente un paese con una democrazia avanzata, come si vuol far credere sia quella che governa il nostro paese.
L’unico ceto medio vero esistente a questo punto, è quell’esercito che fa riferimento alla Pubblica Amministrazione a cominciare dai Parlamentari ai consiglieri circoscrizionali passando dal governo regionale a quello comunale e provinciale ai dirigenti, ai dirigenti dei dirigenti ai vice dirigenti.
Non dimentichiamoci i professionisti che operano solo con la pubblica amministrazione con un cumulo di incarichi a tariffe professionali senza risparmio e senza che obbligatoriamente il progetto si trasformi in opera finita.
Tutta questa parte di cittadini non è stata quasi toccata dalla finanziaria, mentre si è scatenato un vero attacco a quell’ex ceto medio produttivo, vedi la piccola impresa e il lavoro autonomo.
È stata incentrata una campagna elettorale sulla svolta e sul rilancio delle imprese attraverso la riduzione del cuneo fiscale, salvo poi apprendere che la riduzione sarebbe stata finanziata da coloro che ne beneficiavano, attraverso il versamento all’INPS del TFR. È veramente strano, questo vuol dire aver preso in giro la gente con un programma elettorale diverso da quello che è la realtà.
La mazzata non finisce al TFR, ma in aggiunta abbiamo un inasprimento degli studi di settore, aumenti dei contributi del 3 % con quello che poi dovrà venire dai provvedimenti delle regioni e dei comuni con aumento di irap, addizionali, ici, tassa sui rifiuti ecc… . Sembra più che un voler tassare, una volontà di distruggere tutto quello che è piccolo e produttivo per reimpostare il sistema con grandi imprese da una parte e operai dall’altra. Il problema, è che di grandi imprese non ce ne sono rimaste tante, e la piccola impresa e’ stata indispensabile per l’occupazione e la crescita dell’Italia. Comunque il ministro continua a ribadire che la finanziaria approvata sarà questa. Non è possibile proprio per una questione di numeri. Ed è strano che proprio chi ha in mano questi benedetti numeri non sappia che la piccola impresa ha già dato negli anni, e che ora in una competizione globale si trova in grandissima difficolta’, e questa finanziaria potrebbe essere anzi e’ il colpo di grazia.. Il TFR risulta in bilancio come debito ma la piccola impresa non ha la liquidità per poter procedere al versamento all’INPS di tale debito. Gli affidamenti bancari sono al limite e l’unico modo per evitare il problema sarebbe la chiusura dell’attività ( quanti lavoratori automi sono finiti nella morsa dell’usura per difficolta’ finanziarie?), tanto è vero che la confapi ha proposto di rinunciare alla riduzione del cuneo fiscale pur di non trovarsi poi nell’impossibilità di versare il TFR all’INPS. Eppure la costituzione parla di aiuti e sostegno alla categoria degli artigiani. Detto fatto, un altro aiuto sono gli studi di settore , strumento di accertamento, che ha già fatto chiudere tante piccole attività, Malgrado questo sono previsti altri 3 miliardi di Euro di maggiori entrate da studi di settore. Ma se nel 2005 la crescita è stata pari allo zero da dove devono essere tirati fuori maggiori imposte? È una finanziaria che è solo a favore della burocrazia quella parte che è stata da sempre un male per l’Italia che si è divertita a interpretare le norme in mille modi.. Chissà perché per certa sinistra un dirigente della pubblica amministrazione con una macchina di lusso è una persona normale, un lavoratore autonomo è un poco di buono, eppure gli stipendi dei dirigenti sono stati pagati con quello che è riuscito a produrre la piccola impresa in ITALIA. Fatto questo paragone si capisce che è una grande problema essere imprenditori in Italia e probabilmente per questo motivo chi potrà trasferirà le proprie imprese all’estero.
È comunque una finanziaria che scontenta tutti, se ci sarà il risparmio di qualche euro sull’IRPEF il tutto sarà compensato con le addizionali regionali comunali, ticket del pronto soccorso, aumento dell’imposta sui rifiuti, ici ed altro.
E’ bene ricordare che per difficolta’ finanziarie nel 2005 ci sono stati 400.000 atti di ipoteche in particolare su prime case e che nel sud una famiglia su 4 è in grosse difficoltà, famiglie che non hanno beneficiato del progresso e che non hanno mai conosciuto il benessere. Intanto aumentano nelle regioni i consiglieri regionali con relative strutture e segreterie, aperture di ambasciate all’estero, si continuano a creare postI comodi e altra burocrazia. Si chiude un ente inutile e se ne aprono due si danno incarichi ai privati nella sanita’ e poi si fa finta che non ci sono i soldi per comprare la carta nella pubblica amministrazione. Si e’ scelta la strada di creare il consenso attraverso gli incarichi, ma questa strada portera’ il paese alla catastrofe. Va al governo il centro destra e dice che il buco e’ colpa degli altri, va il centro sinistra e dice le stesse cose, ma allora il popolo non deve sapere piu’ neanche un po’ di verita’ deve solo pagare le tasse.
Gia’ il paese era in grosse difficolta’ per l’ingresso in Europa anticipato e una nazione non ancora pronta per una competizione economica globale , con un contesto economico fragile, ora si ritrova anche a fare i conti con una finanziaria che sembra un voler infilare due litri d’acqua in una bottiglia da un litro vale a dire una cosa impossibile. In Europa ci dobbiamo stare non certamente distruggendo il nostro paese.
A questo punto i Socialisti per le Libertà chiedono di creare per legge un sito web all’interno del quale risulti con chiarezza come vengono spesi i soldi dei cittadini a livello centrale regionale provinciale comunale. Se esiste davvero la democrazia questo deve essere fatto per la trasparenza della pubblica amministrazione e a questo punto, forse, potremo avere finanziarie completamente diverse da questa, dato che su questa c’è il parere negativo della Corte Dei Conti e degli operai della Fiat.
Francesco Mazzeo
Segretario de “ I Socialisti Per Le Liberta’”

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