Non è stata una “grande vittoria” quella dei si al referendum sugli accordi sottoscritti dal sindacato assieme ad una miriade di associazioni di categoria sul welfare. Ma tutto era pronto ed è stato usato per dare questa impressione: exit-poll per dare subito il segno, grande stampa, tv, etc.
Grande vittoria sia, dunque: e poco importa che a determinarla, in misura massiccia siano stati pensionati e pubblico impiego; che nelle grandi fabbriche, quasi ovunque, abbiano prevalso i no; che ci siano vaste aree geografiche e di settori produttivi che hanno palesato un grande scontento.
A questo punto occorre capire perché un così vasto schieramento di mezzi e di potere si sia mobilitato per sottolineare la vittoria del si.
La risposta, secondo noi, è che si vuole salvare il sindacato per una serie di motivi non sempre convergenti.
Il primo è che esso, pur indebolito e spesso contestato dai lavoratori, è ancora un collante insostituibile per la tenuta democratica del Paese.
Ci sono poi altri motivi che si sposano con interessi di parte. Confindustria e poteri forti sono consapevoli che la vittoria del no avrebbe reso ingestibili anche i loro rapporti col mondo del lavoro. Inoltre avrebbe provocato la caduta del governo o, quanto meno, rafforzato la sinistra estrema della maggioranza.
Nemmeno Berlusconi sarebbe stato contento di una crisi di governo, non essendo per niente certo il ricorso a elezioni anticipate: anzi, la paura di guai peggiori avrebbe rafforzato i fautori delle larghe intese e le manovre per il grande centro che il leader dell’opposizione vede come il fumo negli occhi.
Infine, la partita all’interno del PD. Prodi respira ora che ha vinto il si. Ma anche Veltroni è felice: una crisi in questo modo, con il governo di cui fanno parte 18 ministri del suo partito su 25 e 55 sottosegretari su 78, attaccato da destra e da sinistra, non sarebbe stato il miglior viatico per il suo esordio alla guida del Partito Democratico.
E allora, viva Epifani, Bonanni e finanche Angeletti.
P.
I SI NON HANNO STRAVINTO MA E’ BENE NON DIRLO
Tutto era pronto ed è stato usato per dare l’ impressione di una grande vittoria: exit-poll , giornali, tv, etc.

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