Mi ero abituato a vedere la Toscana più avanti della media nazionale in molti settori della vita sociale , tra i quali anche il settore socio sanitario. Per questo è stata ancora più forte la delusione nell’apprendere che in una questione così vitale (nel senso letterale del termine) come la vaccinazione anticovid per gli over 80 la Toscana era molto indietro.
Quando ho sentito che si prevedeva di completare la vaccinazione degli over 80 entro la metà di maggio (prima dose entro il 25 aprile) ho dato la colpa alla carenza dei vaccini. Ma poi ho letto che parecchie altre regioni avevano proceduto a un numero assai più alto di vaccinazioni degli over 80. E sono rimasto deluso.
Sono passati altri 20 giorni e nel frattempo la Toscana ha aperto le prenotazioni anche agli ultrasettantenni nati tra il 1941 e il 1945. E questo è un segnale positivo. Ma sarebbe ben più importante sapere delle vaccinazioni effettive. Perché occorre una forte accelerazione e la Regione dovrebbe indicare nuove date assai più ravvicinate per il completamento degli over 80.
Ne abbiamo parlato con il dott. Geddes da Filicaia che è stato direttore sanitario del Presidio Ospedaliero Firenze centro dell’Azienda sanitaria di Firenze e dell’Istituto Nazionale Tumori di Genova; vice presidente del Consiglio Superiore di Sanità E’ autore di molte pubblicazioni tra le quali il libro La sanità ai tempi del coronavirus pubblicato da Il Pensiero Scientifico Editore nel novembre scorso.
Il dott. Geddes mi ha fatto presente che i dati del 24 marzo collocavano la Toscana in posizione di penultima, per quanto riguarda il ciclo con 2 dosi; presumo grazie a professionisti anziani (ad esempio medici) vaccinati e intervento vaccinale nelle RSA, ma ultima per la prima dose: Toscana 27,76%; Sardegna 31,04%; Italia 42,84%; Lazio 50,38%. Ovviamente la situazione sta cambiando rapidamente, ma non è indifferente il disagio , le ospedalizzazioni e anche eventuali decessi che un ritardo può provocare.
Circa l’incidenza dell’età sulla mortalità per covid, Marco Geddes da Filicaia ha rilevato che gli ultimi dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità in data 1 marzo 2021 “ indicano una mediana di 48 anni per i diagnosticati di Covid 19, ma di 83 anni per i deceduti! Su 96.141 decessi solo 254 persone avevano meno di 40 anni e solo per 36 persone non erano state evidenziate gravi patologie”.
Ho affrontato quindi il problema delle difficoltà di prenotazione
Prenotarsi non è facile specie per le persone anziane.. Questo genera ansia, inquietudine….. fino all’angoscia. Lei che ne pensa ?
“Un’ angoscia – ha risposto Geddes da Filicaia- che si rileva da moltissime testimonianze e anche dalle telefonate che ricevo e da persone che mi fermano per la strada. Riguarda ormai gran parte della popolazione, ma in particolare gli anziani e le persone fragili. Certo tale angoscia è connesso alla situazione pandemica e alla carenza di vaccini, ma si doveva “tamponare” questa incertezza specificando per tempo e facendo conoscere a ciascuno dove, da chi e come si sarebbe vaccinato; poi via via comunicare la data in relazione alle disponibilità di vaccini …abbiamo avuto ormai molti mesi per predisporre, in ciascuna regione, un piano utilizzando anche le liste anagrafiche o quelle elettorali o quelle assistenziali, anche per offrire posti non lontani dalle abitazioni (come si fa con i seggi elettorali, ovviamente in altre sedi più raggruppate)”.
E in riferimento a coloro che “gli anziani possono restare in casa e quindi possono essere.. posticipati nelle vaccinazioni” Marco Geddes da Filicaia ha rilevato che gli anziani “hanno inevitabili contatti, specie nella nostra realtà, con chi li assiste, con i nipoti, che non vanno a scuola e hanno genitori che lavorano, con l’ospedale, l’ambulatorio ecc. Chi dice questo non solo non conosce la realtà del nostro Paese, ma neanche ha capito cosa sia questo virus e a cosa serve il vaccino. Serve a non ammalarsi e, in particolare, previene l’ospedalizzazione e i decessi”.
“Di conseguenza – ha concluso il dott. Geddes – l’anziano non vaccinato che contatta un vaccinato avrebbe ugualmente rischi, perché il vaccinato non è immune – almeno totalmente – da trasmettere il virus anche se asintomatico. Sennò si direbbe ai vaccinati di girare senza protezione!”
Gabriele Parenti

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