La faccenda dei bonifici a firma del presidente mi sembra una truffa: in nessuna società, privata o pubblica, c’è la firma singola su una grossa disposizione di pagamento, ma è la stessa banca che li ha ricevuta che doveva fare qualche accertamento prima di eseguire.
Spaventoso però che 50 milioni di fondi pubblici siano stati affidati a una sconosciuta banchetta svizzera che prometteva grandiosi rendimenti e ne ha perso il 10%: chi ha deciso questa operazione? Non credo sia nei poteri di una singola persona. Neanche le cooperative emiliane, che tanto contribuiranno al prossimo disastro elettorale del PD, sarebbero capaci di una tale fesseria, nonostante il complesso di Madame Verdurin che anima troppe loro scelte, dettate dal desiderio di rendersi gradite ai poteri forti, tra i quali continuano a inserire la declinante Mediobanca che se ne approfitta indegnamente.
Forse nella selezione di quanti vanno a amministrare società finanziarie pubbliche o cooperative bisognerebbe inserire la lettura di Pinocchio (che si faceva convincere dal gatto (nel ns caso, Gatti) e dalla volpe a seminare i marenghi d’oro)
Claudio Bellavita

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