Bruno Schacherl ha compiuto novant’anni e io, con Reichlin e un folto gruppo di anziani giornalisti dell’Unità e di Rinascita che con lui hanno lavorato, sabato scorso l’abbiamo festeggiato a Firenze nei locali del Circolo “Vie Nuove”. Ho conosciuto Bruno negli anni quaranta a Catania, dove viveva e lavorava alla federazione del PCI, era un “clandestino” senza nazionalità apolide e per questo ricercato dalla Polizia. Problema poi risolto. Bruno è nato a Fiume, da padre ebreo viennese e madre boema di cultura italiana: emigrato in Italia, comunista fece la resistenza e poi lavorò con Romano Bilenchi nei giornali della sinistra toscana. E’ stato redattore capo dell’Unità e di Rinascita. Finissimo intellettuale, critico teatrale ha tradotto Stendhal, Beyle, Flaubert e Proust, ma era anche il “mastino” delle redazioni. Sabato è stata rievocata la sua bella storia e lui ha fatto un discorso lucido rievocando momenti della sua vita politica e di giornalista. E lucidamente ha accettato di vivere in carrozzella perché il diabete gli ha provocato una cancrena alle gambe. Una bella giornata, c’erano Spataro e Gravagnuolo per l’Unità di oggi alcuni vecchi compagni fiorentini, c’erano Giulio Quercini e Anna Bucciarelli. Nessuno, dico nessuno, del PD.
Emanuele Macaluso www.leragioni.it

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