• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

I Kibbutz israeliani: un ideale socialista e democratico

I 210 Kibbutz ancora esistenti, pur avendo perso in parte la valenza utopica e socialista delle origini sono comunque una testimonianza della cultura democratica vigente nel mondo del lavoro in Israele. E meritano di essere ricordati con rispetto e ammirazione nel giorno in cui si celebra la Festa del Lavoro.

di Sergio Casprini | 30 Aprile 2024

Il 7 ottobre 2023 l’organizzazione terroristica Hamas, nata non per rappresentare il diritto del popolo palestinese ad avere un proprio Stato in cui vivere in pace, ma per sopprimere quello israeliano, ha lanciato un attacco che ha preso di mira contemporaneamente la città di Sderot, una ventina di Kibbutz del Sud del Paese, due installazioni militari e un festival di musica che si svolgeva nell’area. Migliaia di miliziani provenienti dalla Striscia di Gaza sono entrati nel territorio israeliano e hanno fatto circa 1400 morti. Le vittime, comprese donne, minori e anziani, sono state oggetto di feroci torture, stupri e abusi. 240 persone sono state portate a Gaza con la forza, e molte sono ancora tenute in ostaggio nella Striscia. 

I kibbutz, termine che significa “ritrovo”, sono dei piccoli villaggi autosufficienti, in cui viene condotta una vita basata sui principi della condivisione dei beni e sulla democrazia diretta. I kibbutz, quindi, nacquero come ideale socialista di eguaglianza e di vita all’insegna di un forte legame comunitario; che comporta, per ogni membro del kibbutz, l’obbligo di lavorare per tutti gli altri; ricevendo in cambio, al posto di denaro, solo i frutti del lavoro comune. Nei kibbutz si mangia e si cucina tutti insieme e vige la completa uguaglianza tra uomini e donne.

 I membri di questi villaggi nella maggior parte dei casi lavorano nella coltivazione dei campi o nelle fabbriche che si trovano all’interno della comunità. Altri si occupano dell’educazione dei minori. Ogni kibbutz ospita dai cento ai mille membri.

Questo tipo di associazione risale all’inizio del XX secolo con la fondazione di Degania Alef nei pressi del lago di Tiberiade, avvenuta nel 1909. La loro realizzazione fu promossa dal movimento sionista, nato in Europa nell’Ottocento con l’obiettivo di dare vita a uno stato ebraico in Palestina. A svolgere un ruolo centrale nella realizzazione dei Kibbutz è stato il Fondo nazionale ebraico, istituito a Basilea nel 1901 con lo scopo di acquistare i terreni in Palestina per permettere il trasferimento delle comunità ebraiche; tutt’altro, quindi, che un’operazione di tipo coloniale, come viene dipinta la politica del Sionismo nelle proteste di questi giorni contro Israele per la guerra a Gaza.

Sin dall’inizio del Novecento il Fondo e i membri dei kibbutz sono stati invece impegnati nel lavoro di bonifica e rimboschimento dei terreni paludosi e aridi su cui sono sorte queste comunità agricole. Va detto anche che dopo la fondazione dello Stato di Israele i Kibbutz sono entrati in crisi a partire dagli anni Settanta del Novecento, come d’altronde era avvenuto in Europa nei secoli scorsi, quando si intensifica il processo di industrializzazione e di conseguenza lo sviluppo delle realtà urbane spopola le campagne. Assistiamo quindi a una parziale privatizzazione dei Kibbutz con l’assunzione di manodopera esterna, dovendo tra l’altro anche subire la concorrenza delle imprese agricole private.

Oggi abbiamo in Israele un sistema agricolo unico al mondo, costruito con lungimiranza e costanza dal pubblico e dal privato insieme, per arrivare a garantire in pochi anni l’autosufficienza alimentare del Paese e anche l’indipendenza idrica con la costruzione di un imponente acquedotto lungo 250 chilometri che parte dal Mare di Galilea nel Nord e attraversa tutto il Paese per garantire il fabbisogno idrico del Sud dove si trova il deserto del Negev. A conferma del successo di questo sistema economico ben il 76% dei prodotti agricoli israeliani (arance, melagrane, patate, pomodori, mandorle, fichi) vengono oggi esportati verso l’Unione europea.

I 210 Kibbutz ancora esistenti, pur avendo perso in parte la valenza utopica e socialista delle origini, sono comunque una testimonianza della cultura democratica vigente nel mondo del lavoro in Israele, a fronte dello sfruttamento e dell’oppressione delle popolazioni arabe da parte dei governi autocratici del Medioriente. E meritano, tanto più dopo il pogrom del 7 ottobre perpetrato contro di loro dalle bande terroriste e naziste di Hamas, di essere ricordati con rispetto e ammirazione nel giorno in cui si celebra la Festa del Lavoro.

Sergio Casprini

Pubblicato in : Apertura, EditorialeTag: anni, anni settanta, anziani, crisi, democrazia, europa, lavoro, mare, mondo, mondo del lavoro, movimento, nato, persone, processo, sistema economico, sviluppo, uguaglianza

Info Sergio Casprini

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ vicepresidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti