I problemi della Giustizia sono come tante mine sparse lungo un percorso da praticare con molta attenzione se non si vuole saltare per aria.
Le questioni legate alla Giustizia, che meritano un esame urgente, sono alquanto complicate e multiformi. Esse vanno selezionate con oculatezza.
Gli episodi più inquietanti sono i comportamenti tenuti da alcuni giudici durante lo svolgimento delle funzioni inquirenti o giudicanti, perché negano il rispetto della legge esaltando la logica della loro fede politica, confezionata nelle associazioni d’appartenenza. Con i giudici vanno prese in considerazione le realtà sociali che li sostengono, come i grossi giornali, che non fanno mistero di trasferire nella società onesta e credulona le manovre giudiziarie.
Un primo studio deve riguardare l’ordinamento giudiziario con riferimento allo sviluppo della carriera, fino ad arrivare alla composizione del Consiglio Superiore della Magistratura. L’ordinamento giudiziario, riveduto e corretto, deve contenere precise norme di deontologia professionale, vietando drasticamente la formazione d’associazioni, di vere espressioni politiche, anche se si camuffano come associazioni sindacali. Ciò servirà a scoraggiare la formazione di gruppi di potere, con manie di supplenza verso gli altri poteri dello Stato. Bisogna fare in modo che la Magistratura torni ad essere rispettata, apprezzata e valorizzata da tutti i cittadini dello Stato.
Il giudice che ha la vocazione per la politica, deve poter soddisfare tale sua esigenza dimettendosi dalla Magistratura e attendere tre anni prima di intraprendere l’attività politica. Si eliminerebbero i processi propedeutici alla carriera politica.
Il PM Di Pietro non sarebbe mai stato votato onorevole se non avesse celebrato il processo Mani Pulite.
Il PM, che trasmette ai giornali le notizie relative ad un processo in fase istruttoria o ne favorisce la trasmissione d’atti che sono ancora coperti da segreto istruttorio, deve essere immediatamente (ricusato) sollevato d’ufficio.
Analoghi provvedimenti devono essere adottati per la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche e dei verbali d’interrogatorio, ancora in fase d’accertamento di reato. La responsabilità civile del giudice deve essere personale e deve estendersi anche a tali fattispecie.
Ai danni pecuniari, deve aggiungersi un ritardo nello sviluppo della carriera, attraverso l’attribuzione di note di qualificazione annuali.
Al giudice si deve consentire di svolgere il delicato lavoro inquisitorio o giudicante, nelle migliori condizioni psicofisiche. Egli deve poter, in momenti particolari della sua vita personale, chiedere e ottenere di essere sostituito.
Tali considerazioni, servono a sostenere le tesi del compagno Giulio Laroni sul tema della Giustizia Giusta, oggetto di studio del forum monotematico in via d’allestimento.
Come suggerimento, per poter arrivare a formulare proposta per disegno di legge o di sola raccomandazione normativa del settore, si consiglierebbe di affrontare un argomento alla volta.
Domenico Civitano

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