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“I due salmoni dell’Alaska”

C’è una nuova sceneggiata sul palcoscenico della geo TVpolitica: il presunto incontro in Alaska tra due leader che ormai sembrano più cera che carne, Putin e Trump. Un siparietto che sa di vecchio, di muffa, di museo delle cere, ma che si spaccia per grande summit destinato a “ridisegnare” il mondo. La location? L’Alaska, perché a Roma, prima sede proposta, sarebbe stato imbarazzante: lì Putin rischia le manette per il mandato internazionale della Corte penale dell’Aia, e nessuno ha voglia di vedere un vertice trasformarsi in una puntata di “Chi l’ha visto?”.

di Piero Terracina | 10 Agosto 2025

C’è una nuova sceneggiata sul palcoscenico della geo TVpolitica: il presunto incontro in Alaska tra due leader che ormai sembrano più cera che carne, Putin e Trump. Un siparietto che sa di vecchio, di muffa, di museo delle cere, ma che si spaccia per grande summit destinato a “ridisegnare” il mondo. La location? L’Alaska, perché a Roma, prima sede proposta, sarebbe stato imbarazzante: lì Putin rischia le manette per il mandato internazionale della Corte penale dell’Aia, e nessuno ha voglia di vedere un vertice trasformarsi in una puntata di “Chi l’ha visto?”.

Nella loro fantasia, si immaginano come due giocatori di Risiko pronti a spartirsi territori e destini, senza che il resto del mondo abbia voce in capitolo. Come se dopo tre anni di guerra, milioni di sfollati e centinaia di migliaia di morti, l’Ucraina potesse sedersi sorridente al tavolo per accettare le loro somme decisioni e qualunque compromesso, tranne quello che conta davvero: il ritiro incondizionato dell’invasore russo, tra l’ altro oramai militarmente ed economicamente stremato.

L’Unione Europea, (che entrambi odiano più del fumo agli occhi) in questo copione, è relegata, nella loro immaginazione al ruolo di comparsa: spettatrice in platea, pronta ad applaudire a comando, fingendo di assistere a un evento “storico” mentre in realtà si tratta dell’ennesima farsa che non cambierà neanche mezza virgola della storia. Un déjà-vu che sa di nostalgia tossica per i vecchi tavoli di Yalta, quando pochi uomini si dividevano il pianeta tracciando linee sulle mappe come se fossero bambini con i pastelli. Solo che oggi la storia non è più una cartina geografica da colorare: è un mosaico complicato di alleanze, diritti e popoli che non hanno intenzione di essere governati a colpi di accordi privati tra leader logorati.

La verità è che un vertice a due, oggi, non ha alcun peso reale: il mondo multipolare non si piega più ai capricci di due ex protagonisti in cerca di rivincita. È un tentativo disperato di riesumare carriere già archiviate, di far credere che la polvere sia oro e che due salme politiche possano ancora decidere il destino del pianeta. Ma la storia, questa volta, non sarà così gentile da lasciare loro la penna per scriverla.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: alaska, corte penale l'aia, putin, Trump, unione europea

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

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