Gli irriducibili della superiorità morale degli eredi del PCI-PDS-DS e della sinistra DC, ora non troppo felicemente uniti nel PD, non si danno per vinti. Nemmeno sfiorati dal timore del ridicolo, insistono ad arrampicarsi sugli specchi di fronte alle inchieste che dilagano a macchia d’olio e che prendono di mira Regioni, Province e Comuni retti da maggioranze nelle quali il PD è padrone assoluto.
Fallito il fuoco di sbarramento tipo “nessuno è in grado di farci la morale”, oppure “tra tante migliaia di amministratori onesti è inevitabile qualche mela marcia, ma la qualità delle nostre amministrazioni è superiore a tutte le altre”, ora ci si è attestati su complicate analisi socio-politiche.
Il ragionamento, amplificato dai media maggiormente compiacenti è il seguente. C’è stato un brusco passaggio di sistema politico. E c’è, soprattutto, la nascita recente di un nuovo grande partito. Logico e comprensibile che ancora non si abbia una classe politica e dirigenziale all’altezza di quella del vecchio PCI. Si tratta dell’ennesimo arrogante tentativo di nascondere la testa sotto la sabbia e di costringere gli altri a fare altrettanto.
Al di la delle responsabilità penali sulle quali tocca ai magistrati giudicare, le inchieste svelano quello che i cittadini delle “regioni rosse” conoscono da decenni: un sistema di potere soffocante e invasivo. Comunità nelle quali il condizionamento di un opaco groviglio di potere, politico ed economico, si avverte in ogni minimo aspetto della vita del cittadino. Da questo punto di vista, l’inchiesta fiorentina (sempre al di la degli aspetti penali) è la più emblematica e rivelatrice, perché mette in rilievo quanto la sintonia politica sia decisiva nelle carriere e negli affari.
Sono cose che tutti sanno, tanto che Pensalibero, di tanto in tanto, si è divertito a “sfruculiare” i detentori del potere locale collocando i resoconti delle loro imprese in una rubrica significativamente titolata “Toscana dell’est”.
Ma, se ciò non bastasse, c’è un ulteriore e decisiva considerazione da fare: in Campania, a Napoli, a Firenze, e in tante altre città, i fatti riguardano amministratori niente affatto nuovi. Al contrario, si tratta di dirigenti politici che già nella cosiddetta “prima repubblica” appartenevano alla nomenclatura del PCI. Ne erano dirigenti di primissimo piano a livello nazionale. All’epoca di Tangentopoli la classe dirigente dell’ex PCI rimase indenne non solo dalle inchieste penali che decimarono gli altri partiti ma anche dal discredito morale che uccise gli stessi partiti.
Oggi, quanto al discredito morale, i post-comunisti si sono “riallineati”. Sugli aspetti penali è tutto da vedere.
P.

Caro Giampaolo ,sai cosa mi ha colpito ? Il fatto che tu abbia pensato ( come anch’io ho fatto ,ed altri , per associazione d’idee) al povero quindicenne greco…..mutatis mutandis , una cosa non cambia mai : la smania di sopraffazione delle coscienze con le proteste e le piazzate , la negazione dei valori esistenti ,tramite l’azione violenta ,per poter meglio esercitare il proprio dominio. Una storia vecchia ,dalle tante sfaccettature , ma che sempre si ripropone alla ribalta della storia .Una Storia che ,evidentemente ,ha qualche difficoltà nel porsi come maestra di vita , e non di morte…..Penso che dovremmo tutti porre più attenzione nel discorso del disconoscimento delle radici , della modificazione dei valori sull’altare della “modernità”, sui percorsi culturali “abbreviati” e sulle “globalizzazioni ” culturali , sull’esaltazione delle capacità giovanili da parte della gerontocrazia (come le proposte di voto ai sedicenni ),mentre si ” semplificano” le possibilità di scelta ( bipolarismo forzato e voto su liste bloccate ),affermando nel contempo una “idolatria” della “professionalità “della politica. Certamente ,est modus in rebus , ma non mi è troppo chiaro che modo sia questo di “somministrare” la “democrazia”….
Purtroppo questi continuano imperterriti, sostenuti “ideologicamente” dal senso di appartenenza, al servizio dagli enormi centri di potere di cui sono emissari. Ed i grulli ci cascano, portando in piazza financo i bambini delle scuole materne, a sostegno di tali nefandezze.
Amara considerazione fuori porta: Guardate quel povero ragazzo di 15 anni in Grecia, mandato allo sbaraglio sotto la sigla “anarchico”. Forse manco conosceva l’origine di questa parola greca!
Savonarola e Lenin imperano ancora fortemente nei “cattocomunisti”.