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I cretini al potere

L’idea del denaro dall’elicottero, ovvero distribuire denaro gratuito è micidiale: invece di porre fine alla crisi profonda la peggiorerà.

di Gerardo Coco | 3 Aprile 2016

Nel racconto Bureaucratie Honoré de Balzac (1799-1850) ad un certo punto solleva un quesito: i burocrati fanno questo mestiere perché sono cretini o diventano cretini perché fanno questo mestiere? Il quesito non è da poco e come vedremo, di grande attualità. Al tempo del grande narratore e analista sociale, il mestiere di burocrate, nell’epoca postnapoleonica, era diventato l’ambizione delle classi subalterne e la lotta per il potere si trasferì dai salotti all’amministrazione pubblica dove si concentrò il nucleo di tutte le mediocrità della società politica. Quando, alla lunga, tutto diventa mediocrità le nazioni periscono, scrive Balzac. Il fenomeno burocratico ha avuto dappertutto la stessa evoluzione degenerando in un sistema di parassitismo, clientelismo politico e corruzione. Poiché i burocrati si riparano dietro regole impersonali e astratte, non si sentono mai personalmente responsabili dei loro atti e pertanto continuano a fare le stesse cose anche se non funzionano. Quindi se non sono proprio nati cretini, finiscono per diventarlo.

La specie burocratica si è evoluta, raffinata, estetizzata, globalizzata e sua ascesa sociale e politica è stata inarrestabile. Mezze maniche, funzionari portaborse si sono trasformati in «regolatori» ambiziosi, diventati poi ministri, banchieri, economisti, presidenti di commissioni e di consigli. Insomma l’antica nomenclatura amministrativa balzachiana è l’attuale tecnocrazia superstipendiata e la sua ascesa ha segnato l’avanzata del governo arbitrario nelle democrazie. Non c’è più il mondo politico, c’è il mondo della burocrazia. E’ per questo che, oggi, tutti avvertono un vuoto politico. Poiché il potere burocratico, privo di responsabilità, aumenta sempre più, si vive nell’inefficienza economica permanente. La ragione per cui produce sempre danni è semplice: non rischia mai il proprio denaro. Pertanto può permettersi di fare tutti gli esperimenti sociali possibili, l’elettorato facendo da cavia.

 

Tutto questo ci è venuto in mente a proposito dell’ultima panacea che i cretini al potere si apprestano a “vendere”: il denaro dall’elicottero per stimolare l’economia. Chi l’avrebbe detto che questa idea da fumetti poteva diventare realtà? Ovviamente è un modo di dire perché i governi non userebbero l’elicottero ma distribuirebbero assegni a pioggia per erogare il cosiddetto reddito di base o reddito minimo universale, incondizionato, oltre all’attuale welfare. Non ci sarebbe bisogno di lavorare e neppure manifestare la minima intenzione a cercare un lavoro. Si può star seduti tutti il giorno a guardare la tv e ricevere l’assegno a fine mese.

 

Dio disse a Adamo: Ti procurerai da vivere con il sudore della fronte. Che l’Eterno si fosse sbagliato? Che non avesse previsto che bastava la distribuzione di buoni di acquisto per sfuggire alla condanna originale? Perché non averci pensato prima? A che serve lavorare, produrre, risparmiare, capitalizzare, investire, preoccuparsi per la pensione quando c’è l’annaffiatoio dei buoni d’acquisto? Funzionerà, non funzionerà? I cretini al potere non lo sanno in anticipo, la loro funzione non è prevedere ma, sempre, sperimentare.

 

Perché quest’idea è già allo studio dappertutto? Perché gli esperimenti finora fatti dai cretini non hanno funzionato e ora si apprestano a improvvisare l’ultimo e forse il più micidiale, se finalizzato a risollevare le sorti dei paesi che hanno ridotto in bancarotta.

 

Proviamo a concepire l’economia come un grande magazzino dove la gente va a depositare i beni che produce per avere il diritto di prelevare, in cambio, i beni da consumare. Questa, in fondo è la realtà dello scambio economico: il mezzo di pagamento reale è ciò che ciascuno produce. Pensiamo, poi, al denaro come a un buono/tagliando per prelevare i prodotti dal grande magazzino dell’economia. Chi non produce, e quindi non ha nulla da scambiare, non ha diritto ai tagliandi per prelevare i beni prodotti da altri. Ipotizziamo, ora, che alla metà della popolazione vengano distribuiti tagliandi dalla banca emittente. La convinzione è che tale distribuzione abbia il potere di stimolare l’economia tutta, il che dovrebbe verificarsi in virtù del fatto che la metà della popolazione che produce, aumenta la produzione complessiva in quanto l’altra metà che non produce spende i tagliandi per consumare. Ma poiché la metà che non produce si precipita a ritirare dal magazzino dell’economia ciò che l’altra metà produce, i beni che entrano nel magazzino non aumentano ma diminuiscono perché il ritmo dei prelievi da parte di chi acquista senza produrre è più veloce di quello di chi produce e deposita nel magazzino. Per frenare l’assalto ai beni, chi produce non avrebbe altra scelta che alzare i prezzi svalutando i tagliandi cioè i diritti ai prelievi.

Le banche emettenti raggiungerebbero finalmente l’agognato obiettivo: l’inflazione. Ma resterebbero subito deluse perché scoprirebbero che con l’inflazione, la ricchezza prodotta per il magazzino e destinata allo scambio, invece di aumentare, diminuisce. Infatti l’inflazione si verifica proprio quando la produzione cresce meno velocemente dei tagliandi in circolazione che servono ad acquistarla. E’ per questo motivo che l’inflazione non produce mai crescita reale. Quindi, l’esperimento del denaro a pioggia provocherebbe inflazione più stagnazione, ossia stagflazione e la gente si troverebbe più miserabile di prima.

Purtroppo non finirebbe qui. Ben presto l’inflazione diventerebbe incontrollabile. Che incentivo infatti avrebbero i produttori a produrre a favore di chi, per consumare, offre in cambio, non produzione, ma buoni d’acquisto di valore sempre decrescente? Ben presto i prezzi tenderebbero all’infinito e il valore dei buoni allo zero. La stagflazione si trasformerebbe in iperinflazione e l’esperimento del danaro dell’elicottero finirebbe in tragedia. La gravità del fenomeno dipende, ovviamente dall’intensità dell’alluvione dei buoni d’acquisto.

L’idea più semplice e efficiente per far progredire l’economia, l’eliminazione di una tassazione da confisca, non sfiora nemmeno la mente dei regolatori in quanto minerebbe la base del loro potere: è attraverso la confisca fiscale che erogano sussidi ai clienti elettori, ne rafforzano il grado di dipendenza, ne distruggono l’etica del lavoro e li riducono in servitù.

Se l’Europa pensa, oggi, di avere un problema migratorio è ottimista. Aspetti a vedere cosa accadrebbe con questo esperimento. Milioni di africani la assedierebbero. Una volta adottata la misura, sarebbe impossibile fare marcia indietro prima del collasso. Chi, infatti, voterebbe per un regolatore pentito che volesse revocarla? Riflettano bene i cretini al potere: il denaro dall’elicottero è l’ultimo esperimento, ovvero danno, che si possono permettere. Quando denaro, crediti, debiti saranno polverizzati e ci sarà il flagello di nuovi migranti e la povertà diffusa, «il gigantesco potere mosso da nani», come Balzac definì la burocrazia, questa volta dovrà fare i conti con una rivoluzione.

Pubblicato in : EditorialeTag: banche, conti, danni, governo, lavoro, mondo, nomenclatura, pensione, responsabili, scambio, sussidi

Info Gerardo Coco

Laureato in economia all’Università Bocconi di Milano ha proseguito gli studi economici e finanziari al Politecnico di Huddersfield (UK). Ha una vasta esperienza in economia internazionale. Ha lavorato per diverse multinazionali in posizioni di responsabilità e ha costituito negli Stati Uniti una fondazione riconosciuta dalle Nazioni Unite per lo sviluppo economico nei paesi emergenti. Ha tenuto conferenze sullo sviluppo alla Columbia University di N.Y. al MIT di Boston e alle Nazioni Unite. E consulente industriale e membro del comitato scientifico dell’università Unimeier di Milano dove insegna di economia e finanza.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gianfranco

    1 Aprile 2016 alle 19:35

    Finalmente uno che ci vede chiaro!

    Rispondi
  2. Riccardo

    31 Marzo 2016 alle 09:06

    L’INFLAZIONE DEL BLA’BLA’ DEI CRETINI CHE COMPRANO ELICOTTERI E….AEREI ….NE ABBIAMO
    UN ESEMPIO PURTROPPO CONCRETO IN ITALIA.!!!

    Rispondi
  3. Marzio Siracusa

    31 Marzo 2016 alle 09:02

    Più che il rischio di una rivoluzione salutare vedo la possibilità di una frantumazione reale dello stato nazione in tanti feudi territoriali con le relative milizie.

    Rispondi
    • Orazio

      31 Marzo 2016 alle 23:26

      Si Maurizio, mi sembra tanto che ci arriviamo… del resto mi sembra un “ritorno” al passato.
      Si dice che il passato ritorna e qui ci sono tutti gli elementi per confermarlo.
      Spagna con la Catalogna, Inghilterra con la Scozia, Germania che alcuni lend hanno minacciato di uscire … nota in merito alla immigrazione.
      Per non parlare che se il sistema crolla, e qui non vedo come possa funzionare, vi sarà una forza centrifuga dagli stati nazionali, da far paura.
      Nel senso che gioco-forza, ognuno ritornerà nel proprio alveo naturale.

      Rispondi
  4. Giampaolo

    31 Marzo 2016 alle 05:14

    Da quel poemetto di Balzac, la Francia trasse la forza per riorganizzare la propria burocrazia.
    Quanto alla massa di denaro he aumenta mentre il prodotto è sempre lo stesso basta rifarsi a Re MIda o a Filippo II° sotto il cui regno non tramontava mai il sole.
    Senza prodotto il mezzo di scambio non serve, ma da l’illusione ai gestiti dai “cretini” di essere più ricchi del giorno prima. e quindi votano per chi ha l’elicottero distributore.
    Questo per la verità non solo in Italia, ma è dalla Repubblica di Weimar che sappiamo come funziona. Il DINARO di TITO ce lo conferma. Allora, perché è stato riempito di voti un cretino che ha distribuito 80 €. “per sempre”, contribuendo a far costare 120, quello che il giorno prima si “barattava” con 100?
    Non è anche un po’ colpa nostra, che siamo convinti ogni giorno di essere un po’ più furbi del giorno prima?

    Rispondi
  5. PippoSanese

    31 Marzo 2016 alle 04:22

    La burocrazia ,non solo italica, è composta da una stragrande maggioranza di cretini, ma la quasi totalità della classe politica è composta da mascalzoni-incapaci. Naturalmente una buona parte di responsabilità deve essere attribuita da i media. A come evitano accuratamente di informarsi e di informarci. Il caso della riconquista di Palmira da parte delle forze governative siriane ne è un classico esempio. A livello mondale, iniziando da Obama e finendo al nostro Bomba (alias Renzi Matteo) nessuno, escluso Putin, ha dimostrato capacità di intervento reale . Tutti ,escluso appunto il signor Putin, si sono limitati al Bla Bla…Bla.

    Rispondi
  6. Luigi da Treviso

    31 Marzo 2016 alle 01:14

    Confermo, mi sembra esistenziale, nel mio piccolo con due figli in Google e nel Farmaceutico all’estero, sono anch’io un cretino al potere, ma non so come trasferirlo e loro hanno da fare.
    Purtroppo in Italia oltre ai cretini al potere non c’è nemmeno da lavorare e togliergli il posto per mettere di meglio sarebbe solo uno spreco di talento, se non son scemi o rubano, oggi in Italia non fanno i politici passacarte col solo potere di creare altri burattini.
    Per noi genitori almeno c’è stata l’attenuante dell’irresistibile bellezza delle giovani età e abbiamo creato uomini.

    Rispondi
  7. Francedel

    30 Marzo 2016 alle 23:10

    Mi sembra il saggio di un Vauro letterario !

    Rispondi
  8. Orazio Covolo

    30 Marzo 2016 alle 22:49

    Mi è piaciuto l’articolo, ma pensare che i “burocrati” siano la causa di tale futuro sconquasso, mi lascia perplesso e non poco.
    Come Lei ben sa, i Burocrati, eseguono pedissequamente, le disposizioni avute e da queste non si distolgono.
    Additare a loro, le responsabilità, che “in minima parte li hanno” vuol dire non voler vedere che a monte c’è una chiara politica di indirizzo economico/monetario/ ecc- ecc- che vuole certe politiche di potere.
    Non mi dilungo sugli autori in quanto è come sparare sulla croce rossa.
    Distintamente.

    Rispondi

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