Dunque il Sindaco Domenici ci ha illuminati sulle ragioni della mancata attribuzione ad Oriana Fallaci del Fiorino d’oro, nonostante un gruppo di fiorentini avesse a suo tempo sostenuto questa richiesta. In realtà, gli illusi avevano fatto i conti senza l’oste, nel senso e nella persona di Fabio Picchi, al quale il 4 maggio del 2005 lo stesso Sindaco ha conferito il prestigioso riconoscimento perché “è una forma di promozione della città e delle sue eccellenze. Questo riconoscimento a Fabio Picchi (gestore del ristorante frequentato dalla nomenclatura fiorentina che velenosamente negli stessi ambienti DS qualcuno ha definito “il filosofo della scannello”) così come altri analoghi in passato, va a chi porta alto il nome di Firenze nel mondo, a chi dà lustro alla nostra città. Ed è precisamente per questo che si danno i Fiorini d’oro”. Sostiene, il signor Sindaco, che per consegnare un Fiorino d’oro, oltre alle qualità sopra esposte per elogiare il Picchi, è necessaria una assoluta unanimità non solo politica ma anche cittadina; ora, non ricordiamo di aver visto un tumulto di folla in Piazza Signoria chiedere a gran voce l’attribuzione del Fiorino d’oro al Picchi, ma ci pareva che, in quanto a portare alto il nome di Firenze nel mondo, la Fallaci si fosse data un tantino più da fare dell’oste di Sant’Ambrogio.
Ci duole che la spiegazione di Domenici sia giunta quando Oriana non può più prendere la penna e rispondere da par suo a simili brillanti e cogenti argomentazioni, del tutto degne del filosofo che il signor Sindaco meritatamente è – umilmente, le prestiamo la nostra voce e ci limitiamo a chiedere: come mai all’oste sì ed alla Fallaci no?! E’possibile che un piatto di peposo valga più della indipendenza e della libertà di pensiero?!
Chi.Bo.

Ogni popolo ha il governo che merita. Firenze avrebbe potuto meritare di più, però ha preferito vendere l’anima per trenta monete d’argento…e qualche fetta di pizza a taglio. Ricordiamoci, la colpa non è di chi compra, ma di che vende!
Oriana Fallaci è stata una eccellente e libera portavoce nel mondo di quello che è rimasto della intellighentia fiorentina.
E’ una vergogna per noi fiorentini tutta questa polemica sul riconocere o meno i suoi meriti. I nostri governanti forse non hanno letto nemmeno uno dei suoi coraggiosi libri, libri che hanno accompagnato la mia crescita nell’insegnarmi a pensare con la mia testa e ad avere il coraggio delle mie idee.
Consiglio al sig. Dominici ed al suo Consiglio Comunale la lettura di quei libri e ringrazio Franco Zeffirelli per il suo gesto.
Ippolita Medici
Kafka in “Confessioni e diari”, I Meridiani, p.517 o 717 (cito a memoria) afferma che “il dialogo è uno dei mezzi con cui il maligno si fa strada” (cito sempre a memoria). Il problema è questo, smettere con l’ipocrisia del dialogo a qualsiasi livello. I luoghi della sinistra, bettole camuffate, teatri simili a lupanari, ecc. vanno disertati. Così, perché i mentrecatti della Cdl continuano a presenziare le trasmissioni televisive faziose? Disertare tutto e tutti e lasciare i cialtroni prezzolati dal buonismo ad ascoltare il proprio “bla, bla, bla” disonesto. La sinistra italiana non esiste, è solo una ciurma arrapinata a fare rendita. Lasciamola sola per sempre. Antonio Dani
Parigi val bene una…mensa.
Sono stato socio, sin dalla sua apertura, del “Teatro del Sale”: spettacoli buoni, pasti ottimi…… Poi però, dopo appena un anno, mi sono cancellato scrivendo personalmente al signor Picchi: gli spettacoli erano diventati soltanto una propaganda della sinistra, la satira era soltanto politicizzata (e lascio immaginare verso quale parte…..) per cui ho ritenuto inopportuno sostenere le loro idee, che rispetto ma non condivido, il loro pensiero e continuare ad essere socio di un Teatro che mi sembra una piccola dependance delle “Frattocchie”.