Stimato Direttore Nicola Cariglia
Spettabile Redazione di Pensalibero
Ai sindacati ed alle associazioni di extracomunitari, agli organi di informazione ed a chiunque interessato alla problematica degli extracomunitari clandestini
Oggetto: iniziativa di autodenuncia di clandestinità
I CLANDESTINI SI STANNO AUTODENUNCIANDO
Sul problema (nell’ambito del più vasto problema del mondo degli extracomunitari) di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori extracomunitari che vivono e lavorano in Italia come irregolari il governo Prodi, dopo aver fatto tante promesse di regolarizzazione che si sono rivelate promesse di marinai, non ha neppure disposto un decreto flussi per il 2007.
Si legge solo di una legge delega, ma richiederà i lunghi tempi necessari.
Nel frattempo l’unica innovazione è la CIRCOLARE prot. n. 11050/M (8) del 28.05.07 del Ministro degli Interni (sull’art. 18 TU immigrazione che è l’articolo inerente i casi di sfruttamento dell’immigrato) che da disposizioni ai Questori ed ai Prefetti di concedere il particolare permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale anche a chi non collabora con l’Autorità Giudiziaria.
La circolare è contorta ma è comunque meglio di nulla.
In virtù di questa circolare extracomunitari clandestini stanno già richiedendo agli uffici Servizi Sociali presso i Comuni o alle associazioni autorizzate la proposta per il rilascio del permesso di soggiorno. Dagli inizi di ottobre le richieste vengono inoltrate maggiormente al sindaco di Roma Valter Veltroni.
L’associazione RONDINE , la Federazione imprenditori multietnica FIPACE con la Conf.A.R., sindacato datoriale del partenariato, e l’ASSEMIGRA hanno predisposto un modulo per tale tipo di richiesta per facilitare, se non altro, la formalizzazione di inizio del procedimento. Tale modulo lo stiamo distribuendo gratuitamente ai clandestini ed anche alle altre associazioni che ce ne hanno fatto richiesta.
Con lo stesso l’extracomunitario appalesa la presenza nel territorio dello Stato Italiano e, oltre ad essere utile alle Autorità, concretizza una pacifica AUTODENUNCIA che non può non avere oltre che una valenza politica anche una rilevanza giuridica.
Tale “autodenuncia”, sul piano giuridico, è identica alla domanda dei flussi per extracomunitari già presenti in Italia (nel 2006 ne sono state presentate ben 500.000 come riportato dagli organi di informazione) perché si appalesa la presenza nel territorio italiano irregolarmente.
Nel PRIMO CASO, per i flussi 2006, a fronte di questa corposa novità, corposa almeno nei numeri, il Governo Prodi e chi di dovere si è trovò di fronte al bivio o di disporre una diversa applicazione dell’art. 22 TU immigrazione o di dover trasmettere gli atti in possesso alle competenti Procure.
La soluzione che abbiamo sostanzialmente riscontrata è stata la prima salvo, nella sostanziale nuova applicazione della norma, concedere il nulla osta ad un visto di ingresso quando la persona interessata è già in Italia.
Questo ha comportato, e comporta ancora, un lavoro aggiuntivo alle Prefetture ed alle Ambasciate.
Nel SECONDO CASO, per le “le PACIFICHE AUTODENUNCE 2007”, sempre chi di dovere si trova di fronte allo stesso bivio perché c’è la stessa risultante di autodichiarazione di clandestinità e, per analogia, va applicata la stessa soluzione.
I tempi di attuazione di questa innovazione sono incerti mentre è di tutta evidenza che il fenomeno della clandestinità è diventato una piaga sociale la cui risoluzione non può attendere tempi ancora lunghi.
Una soluzione che noi suggeriamo, sul piano politico ma con una corposa valenza giuridica, può essere individuata nell’applicazione della norma contenuta nell’art. 33 L. 189/03 comma 6° (richiamata senza modifiche anche nell’art. 1 L. 202/02 comma 6°) secondo cui “Fino alla data del rilascio del permesso di soggiorno ovvero fino alla data della comunicazione della sussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno non si applica l’articolo 22, comma 12, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni”.
Questa soluzione va sostenuta fino in fondo per cui a CHI E’ INTERESSATO A PARTECIPARE A QUESTA INIZIATIVA DI PACIFICA AUTODENUNCIA INVIAMO – in allegato file – IL MODULO che, completato ed allegata una copia del passaporto, va inoltrato con raccomandata a:
Al Sindaco di Roma
Onorevole Valter Veltroni
c.att. Ufficio Servizi sociali
Piazza del Campidoglio n. 1
00186 Roma
Inoltre va inviato alle associazioni promotrici dell’iniziativa via fax al : 045/2092154
Un cordiale saluto
Michele Ongarelli
Segretario Generale Nazionale
Conf.A.R.
Via Appia Nuova, 45 Roma
www.confar.eu email : confarsegretariato@yahoo.it
Dott.ssa Violeta PARVULESCU
PRESIDENTE ASSEMIGRA
Associazione Servizi Solidali Migranti
Via Stoppato 13, 40128 Bologna
Tel. 051-9912970
www.cittadininelmondo.it email assemigrapres@yahoo.it
PRESIDENTE FIPACE
Federazione Imprenditori Multietnica
Federata Conf.A.R.
Via dei Grolli 2/a, Verona
Tel 045/8205999 & fax 045/2092154.
www.confar.eu email assemigrapres@yahoo.it
Elio Bonfadini
Segretario Generale Regionale
Conf.A.R. Lombardia
Via G. Marconi, 60 Sesto San Giovanni (MI)
Tel. 3935489366
Avv. Gino Di Maro
– Vicepresidente della Rondine
Associazione lavoratori Paesi Est Europei in Italia
Via Monte Bianco n. 8 Monza (Mi) 20052
– Responsabile immigrazione
Conf.A.R. Lombardia
Via G. Marconi, 60 Sesto San Giovanni (Mi)
Tel/fax 02/700552400
Tel/cell 3496193153
e-mail: gidm@libero.it
PS: nel merito della richiesta di proposta per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale, va sostenuto, nel merito della domanda, che il concetto di sfruttamento sul lavoro e di grave violenza va inteso non solo per fatti illeciti pregressi cui è stato materialmente vittima l’immigrato clandestino, ma è collegato anche all’immediata eventualità, e dunque all’attualità, della vita del clandestino tenuto conto delle condizioni dell’intero mondo della clandestinità in Italia senza distinzioni da Reggio Calabria a Milano.

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