Non basta mettere il ‘socialismo’ negli slogan, bisogna praticarlo.

Questo sarà un bene, ma non sarà eccezionalmente risolutivo. Non è che perché Hollande ha vinto con il 52% che abbiamo risolto magicamente la crisi finanziaria e rimesso in carreggiata l’Europa; e poi, scusate, se invece Hollande finiva al 49% e Sarkozy al 51, ne conseguiva che il socialismo è un ‘cane morto’ e il PSE non serve a niente, come sostengono Matteo Renzi e gli editoriali del quotidiano margheritino Europa? E una proclamazione nominale di “socialismo europeo”, già compiuta a suo tempo dai Ds, e prima dal Pds, e a modo suo anche dal Pci, cambierebbero automaticamente le culture, le abitudini, i radicati modi di essere? Magari! Festeggiamo dunque Hollande, ma non confidiamo fideisticamente nei nomi e nei simboli, che sono utili, ma sono anche ingannevoli se dietro non ci sono le cose, e soprattutto non durano, diventano del banale prêt-à-porter da cambiare al primo soffio di vento se non sono radicati profondamente in una cultura politica e in comportamenti adeguati. Insomma, non importa molto se il Pd, o Sel, useranno o meno la parola socialista nei loro slogan, importa se si comporteranno in modo utile a produrre più giustizia e più libertà, poi si chiamino come vogliono. E questo vale anche per noi, che troppo spesso ci consoliamo dietro al nostro bel nome e alla nostra bella bandiera, senza fare abbastanza per dare sostanza al nome e vento alla bandiera…

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