
La programmazione lirica dell’88° Maggio Musicale Fiorentino si avvia all’ultimo appuntamento con un’opera che, pur composta tre secoli fa, per Firenze costituisce una prima assoluta; si tratta di Giulio Cesare in Egitto di Georg Friedrich Händel, uno dei maggiori capolavori del musicista tedesco, che venne rappresentato per la prima volta al King’s Theatre di Londra nel febbraio 1724, ottenendo un clamoroso successo, con ben 13 repliche e un teatro sempre tutto esaurito.
Per l’occasione è stato ripreso l’allestimento dell’Opéra di Monte-Carlo, con la regia di Davide Livermore e con Gianluca Capuano impegnato a dirigere Orchestra e Coro del Maggio, mentre le scene sono firmate da Giò Forma, i costumi da Mariana Fracasso, le luci da Antonio Castro e i video sono curati da D-Wok. La prima è prevista per domenica 14 giugno (ore 17), le repliche il 19 e 25 giugno alle ore 19 e il 21 giugno alle 15,30.
“Questa produzione di Montecarlo,” sottolinea il sovrintendente Fuortes “intelligente e molto divertente, è ambientata in un Egitto che ricorda Assassinio sul Nilo di Agatha Christie; a mio avviso funziona molto bene sotto ogni punto di vista, anche musicale, e questo grazie ad un direttore esperto come Capuano, che riesce ad ottenere un risultato di eccellenza con un’orchestra sinfonica moderna, pur affrontando un repertorio – quello barocco – che non le è così consueto. Inoltre, vi è un cast vocale ottimo e adatto per lo stile e la prassi esecutiva del periodo barocco”.
A proposito di cantanti, la parte del protagonista è affidata a Raffaele Pe, quella di Cleopatra a Mariangela Sicilia e quella di Cornelia a Fleur Barron, mentre Nicolò Balducci interpreta Sesto Pompeo, Filippo Mineccia è Tolomeo e Valerio Morelli è Achilla. Completano il cast Davide Sodini (Curio) e Janetka Hoşco (Nireno).
Gianluca Capuano si sofferma a parlare dei legami fra Händel e l’Italia: “Dopo l’esperienza giovanile ad Amburgo, intraprese il viaggio nel nostro Paese, passando anche a Firenze, dove scrisse Rinaldo, a Roma, dove conobbe Corelli e a Venezia, città in cui fu messa in scena Agrippina. Pertanto, il legame con l’Italia è stato importante per Händel, compositore che però abbiamo un po’ dimenticato negli ultimi decenni; in effetti per la musica barocca si richiedono competenze particolari, anche sul piano musicologico, perché l’esecuzione spesso deve essere ‘costruita’, non essendoci quasi mai, ad esempio, indicazioni dinamiche; inoltre, si può decidere di fare dei tagli, in quanto ciò avveniva anche in passato. Per esempio, io ho fatto una sorta di ‘collage’ fra la prima versione del 1724 e la successiva del ’25, perché bisogna considerare che a quell’epoca non esisteva il concetto di opera unitaria e monolitica, che verrà introdotto soltanto alla fine dell’800 in Germania”.
Venendo alla parte registica, nella visione di Davide Livermore l’azione viene ambientata negli anni ’30 in Egitto e il centro della vicenda è un lussuoso piroscafo che solca il Nilo (ribattezzato “Tolomeo”), su cui si intrecciano giochi di potere, seduzioni, tradimenti e colpi di scena: “L’eleganza è un elemento fondamentale nel dipanarsi della storia, unito a quello dell’ironia. Per noi è stato divertente inserire la vicenda in un’ambientazione in stile Agatha Christie, realizzando un grande gioco teatrale, nel quale per me è fondamentale anche il rapporto con il direttore d’orchestra: con Capuano le scelte sono interamente condivise, a cominciare dalla cura del recitativo, che regola il tempo dell’azione”. E in questo clima come si inserisce la morte di un personaggio di rilievo come Pompeo? “La domanda centrale” evidenzia Livermore “diventa: chi ha ucciso Pompeo? O meglio, chi voleva davvero la sua morte? Come in un romanzo di Agatha Chrstie, molte mani avrebbero potuto contribuire al delitto. La responsabilità non appartiene mai a una sola persona. È distribuita, elegante e quasi mondana e nel cammino verso la verità un altro personaggio, Achilla, muore realmente in scena. La storia di amore tra Cleopatra e Cesare avvolge questa vicenda interna come una grande campana di vetro e il loro fragile equilibrio diventa il punto di riferimento di tutti gli altri personaggi.”
Si ricorda che la recita del 25 giugno verrà diffusa in diretta su Rai Radio 3. Per acquisto biglietti, www.maggiofiorentino.com
Luca Summer

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