La kermesse di Rimini del M5S avrebbe dovuto concludersi con la canzone di Rovazzi ” andiamo a comandare”, invece ci si è accontentati di un blues del comico genovese e della proclamazione di Di Maio. Tutto qui ? Non fatevi illusioni ,è successo ben altro. Lasciamo stare la divertente votazione bulgara con 30.000 click su 140.000 iscritti, ma cerchiamo di capire come è mutato in questi anni un movimento nato da una giornata dedicata al “vaff…” Anche se la parola partito ai militanti crea panico e angoscia i grillini rappresentano una sorta di nuovo_vecchio partito con una tendenza a volte leninista. Il capo si è autopensionato per rimanere il capo. Come nelle vetuste organizzazioni politiche, anche nel M5S vi sono le correnti. Nate spesso per motivi territoriali sono ormai esplose sulla vera gestione del movimento. Lo scontro è stato tra modernisti e ortodossi. Ha vinto Di Maio contro Fico, ovvero colui che rappresentava la storia e la militanza dura. La riflessione di Grillo e Casaleggio è stata quella di scegliere la figura più proponibile per governare. E Gigetto questo è .Ma la sfida vera ,dopo le elezioni siciliane, è quella delle politiche. Grillo vuole il proporzionale secco e se passasse il Rosatellum bis, la campagna elettorale si giocherebbe tutta su questo versante e il M5S sarebbe ancor più favorito. I grillini rappresentano milioni di voti e nei sondaggi vengono dati come favoriti. Politicamente sciocco è l’ atteggiamento di sufficienza e di derisione nei loro confronti. Sono rappresentativi di tantissimi italiani e come tali vanno trattati. Senza la solita superbia ed arroganza. La kermesse di Rimini è stata fiacca e per nulla mordace. Ma è già passata.Ora inizia la partita vera.
Roberto Caputo

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