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Grillo, la Cina e l’ illusione della democrazia digitale

Chi ha avuto modo di ascoltare il discorso integrale del comico genovese nella parte finale  della manifestazione di Roma ha potuto constatare un totale rovesciamento della visione politica rispetto alla fondazione del movimento 5 stelle  nel 2009 e agli stessi  precedenti “Meet Up” lanciati insieme a Gianroberto Casaleggio.

di Marco Mayer | 21 Giugno 2023

L’ infelice accenno a “passamontagna e brigate”  ha distolto l’ attenzione dei media  dal tema centrale toccato da Grillo nel suo recente e concitato discorso a Roma, una sorta –  per sua stessa ammissione – di “testamento politico”.

Chi ha avuto modo di ascoltare il discorso integrale del comico genovese nella parte finale  della manifestazione di Roma ha potuto constatare un totale rovesciamento della visione politica rispetto alla fondazione del movimento 5 stelle  nel 2009 e agli stessi  precedenti “Meet Up” lanciati insieme a Gianroberto Casaleggio.

https://www.radioradicale.it/scheda/701361/basta-vite-precarie-manifestazione-del-m5s-a-roma


15 anni fa la “Rete” fu esaltata in ogni modo  da Grillo e Casaleggio. Per i 5stelle delle origini la “Rete” era  uno straordinario mezzo tecnologico di liberazione delle persone. Tutti o quasi ci credevano (salvo pochi influencer già smaliziati).
Per i 5Stelle l’ avvento di Internet era una  tecnologia rivoluzionaria  destinata a scardinare il sistema per aprire la strada al mondo magico della democrazia digitale.
Pochi giorni fa a Roma Beppe Grillo ha detto esattamente l’opposto. Con toni – sin troppo apocalittici – ha “criminalizzato” lo smartphone come il nuovo strumento di oppressione tecnologico  dei cittadini nella società contemporanea.
Per Grillo le nuove tecnologie digitali contenute nei telefoni riducono i cittadini  a meri consumatori di volonta’ e decisioni altrui  inducendo dipendenza e alienazione. 
La pluralità delle funzioni (salute, svago, pagamenti, musica, cinema, notozie, eccetera eccetera (contenute nei cellulari)  per Beppe Grillo prefigurano una nuova forma di “oppio dei popoli”. 
E non a caso Grillo si è rivolto duramente con toni accessi ai suoi stessi sostenitori accusandoli di essersi trasformati in “dormienti”. 
L’ altro aspetto negativo  della società digitale per Beppe Grillo è lo strapotere della sorveglianza tecnologica che è potenzialmente in grado di controllare i cittadini in ogni secondo della loro vita e in ogni luogo della  loro esistenza.
L’ attuale pessimo tecnologico di Grillo tradisce la sua grande delusione per la falsa narrazione politico-ideologica che è all’origine del movimento. Probabilmente uno dei motivi per cui in pochissimo tempo ha perso il 50% dei suoi elettori al di la’ dei limiti della leadership  di Giuseppe Conte e della spregiudicatezza con cui ha cambiato colore  passando dal giallo-verde al giallo-rosso.  

La demonizzazione della  tecnologia digitale che Beppe Grillo ha urlato alla piazza è esagerata come del resto tutte le sue esternazioni. Tuttavia essa contiene alcuni elementi di verità che sarebbero grave errore sottovalutare anche sul piano strettamente politico.

La democrazia digitale era  una illusione perche’ le nuove  tecnologia di ITC (come tanti  studiosi –  compreso il sottoscritto –  sostengono da più di un decennio)  favorisce per ragioni intrinseche  processi accelerati e  progressivi di  concentrazione del potere.

Un  pericolo “totalitario” sia  in termini di assopimento e di alienazione che in termini di controllo e di  sorveglianza da parte del potere sono rischi reali anche se Grillo ne esagera e  ne ingigantisce  le dimensioni.

Nelle parole pronunciate urlando  dal comico genovese qualche giorno fa c’è pertanto un nocciolo di verità di cui nessuno ha parlato sui media e che probabilmente neppure i suoi sostenitori hanno colto. 

Il pessimismo cosmico esternato  dal comico genovese si spiega  con il fatto che ha visto crollare le fondamenta ideologiche (l’ esaltazione  della tecnologia e della democrazia digitale) su cui aveva costruito il suo movimento. 

C’ è tuttavia ancora  un mistero da scoprire. 

In Cina decine e decine di milioni di adolescenti e bambini soffrono da anni di gravi sintomi di digital addiction, una dipendenza patologica da computer e da smartphones che i medici e gli psicologi cinesi fanno una enorme fatica a curare.

In Cina esiste inoltre  il più sofisticato sistema di controllo e sorveglianza tecnologica di massa del mondo che consente al Partito Comunista Cinese di controllare in modo sistematico più di un miliardo di persone.

Certo questo tipo di patologie politico-digitali  psicologiche e forme di controllo esistono anche  in altri paesi del mondo.

Ma in Cina la declinazione  tecnologica totalitaria è ormai assunta a sistema politico-ideologico dominante come in nessuna altre parte del mondo. A questo punto la domanda da rivolgere ai nostri lettori è la seguente: 

Come ha cambiato radicalmente idea sui falsi miti della  rivoluzione digitale,  Beppe Grillo avra’ il coraggio di cambiare posizione politica sulla Cina e sulla leadership di Pechino che, invece,  continua ad ammirare ed esaltare nel suo blog?

Marco Mayer

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, anni, beppe grillo, cina, cinema, consumatori, democrazia, discorso, leadership, manifestazione, massa, medici, mondo, movimento, persone, roma, sistema politico, tecnologia digitale

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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