
L’ infelice accenno a “passamontagna e brigate” ha distolto l’ attenzione dei media dal tema centrale toccato da Grillo nel suo recente e concitato discorso a Roma, una sorta – per sua stessa ammissione – di “testamento politico”.
Chi ha avuto modo di ascoltare il discorso integrale del comico genovese nella parte finale della manifestazione di Roma ha potuto constatare un totale rovesciamento della visione politica rispetto alla fondazione del movimento 5 stelle nel 2009 e agli stessi precedenti “Meet Up” lanciati insieme a Gianroberto Casaleggio.
https://www.radioradicale.it/scheda/701361/basta-vite-precarie-manifestazione-del-m5s-a-roma
15 anni fa la “Rete” fu esaltata in ogni modo da Grillo e Casaleggio. Per i 5stelle delle origini la “Rete” era uno straordinario mezzo tecnologico di liberazione delle persone. Tutti o quasi ci credevano (salvo pochi influencer già smaliziati).
Per i 5Stelle l’ avvento di Internet era una tecnologia rivoluzionaria destinata a scardinare il sistema per aprire la strada al mondo magico della democrazia digitale.
Pochi giorni fa a Roma Beppe Grillo ha detto esattamente l’opposto. Con toni – sin troppo apocalittici – ha “criminalizzato” lo smartphone come il nuovo strumento di oppressione tecnologico dei cittadini nella società contemporanea.
Per Grillo le nuove tecnologie digitali contenute nei telefoni riducono i cittadini a meri consumatori di volonta’ e decisioni altrui inducendo dipendenza e alienazione.
La pluralità delle funzioni (salute, svago, pagamenti, musica, cinema, notozie, eccetera eccetera (contenute nei cellulari) per Beppe Grillo prefigurano una nuova forma di “oppio dei popoli”.
E non a caso Grillo si è rivolto duramente con toni accessi ai suoi stessi sostenitori accusandoli di essersi trasformati in “dormienti”.
L’ altro aspetto negativo della società digitale per Beppe Grillo è lo strapotere della sorveglianza tecnologica che è potenzialmente in grado di controllare i cittadini in ogni secondo della loro vita e in ogni luogo della loro esistenza.
L’ attuale pessimo tecnologico di Grillo tradisce la sua grande delusione per la falsa narrazione politico-ideologica che è all’origine del movimento. Probabilmente uno dei motivi per cui in pochissimo tempo ha perso il 50% dei suoi elettori al di la’ dei limiti della leadership di Giuseppe Conte e della spregiudicatezza con cui ha cambiato colore passando dal giallo-verde al giallo-rosso.
La demonizzazione della tecnologia digitale che Beppe Grillo ha urlato alla piazza è esagerata come del resto tutte le sue esternazioni. Tuttavia essa contiene alcuni elementi di verità che sarebbero grave errore sottovalutare anche sul piano strettamente politico.
La democrazia digitale era una illusione perche’ le nuove tecnologia di ITC (come tanti studiosi – compreso il sottoscritto – sostengono da più di un decennio) favorisce per ragioni intrinseche processi accelerati e progressivi di concentrazione del potere.
Un pericolo “totalitario” sia in termini di assopimento e di alienazione che in termini di controllo e di sorveglianza da parte del potere sono rischi reali anche se Grillo ne esagera e ne ingigantisce le dimensioni.
Nelle parole pronunciate urlando dal comico genovese qualche giorno fa c’è pertanto un nocciolo di verità di cui nessuno ha parlato sui media e che probabilmente neppure i suoi sostenitori hanno colto.
Il pessimismo cosmico esternato dal comico genovese si spiega con il fatto che ha visto crollare le fondamenta ideologiche (l’ esaltazione della tecnologia e della democrazia digitale) su cui aveva costruito il suo movimento.
C’ è tuttavia ancora un mistero da scoprire.
In Cina decine e decine di milioni di adolescenti e bambini soffrono da anni di gravi sintomi di digital addiction, una dipendenza patologica da computer e da smartphones che i medici e gli psicologi cinesi fanno una enorme fatica a curare.
In Cina esiste inoltre il più sofisticato sistema di controllo e sorveglianza tecnologica di massa del mondo che consente al Partito Comunista Cinese di controllare in modo sistematico più di un miliardo di persone.
Certo questo tipo di patologie politico-digitali psicologiche e forme di controllo esistono anche in altri paesi del mondo.
Ma in Cina la declinazione tecnologica totalitaria è ormai assunta a sistema politico-ideologico dominante come in nessuna altre parte del mondo. A questo punto la domanda da rivolgere ai nostri lettori è la seguente:
Come ha cambiato radicalmente idea sui falsi miti della rivoluzione digitale, Beppe Grillo avra’ il coraggio di cambiare posizione politica sulla Cina e sulla leadership di Pechino che, invece, continua ad ammirare ed esaltare nel suo blog?
Marco Mayer

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