• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Granelli assolto, ma il processo resta una sconfitta del diritto

“Assolto perché il fatto non sussiste”. Una formula piena, inequivocabile, che chiude due procedimenti penali che non avrebbero mai dovuto essere aperti. Marco Granelli, assessore del Comune di Milano, è stato assolto dalle accuse di concorso in omicidio stradale per la morte di Veronica D’Incà e Cristina Scozia, travolte e uccise mentre percorrevano piste ciclabili cittadine prive di cordolo di protezione. Assolti con lui anche i dirigenti comunali coinvolti. I pubblici ministeri avevano chiesto condanne pesanti: un anno e quattro mesi per il primo caso, un anno per il secondo. L’impianto accusatorio poggiava su un’idea pericolosa: trasformare una scelta amministrativa e urbanistica — peraltro conforme al Codice della strada — in responsabilità penale per eventi tragici causati da dinamiche di traffico e da comportamenti individuali alla guida di mezzi pesanti.

di Luca Rampazzo | 19 Dicembre 2025

“Assolto perché il fatto non sussiste”. Una formula piena, inequivocabile, che chiude due procedimenti penali che non avrebbero mai dovuto essere aperti. Marco Granelli, assessore del Comune di Milano, è stato assolto dalle accuse di concorso in omicidio stradale per la morte di Veronica D’Incà e Cristina Scozia, travolte e uccise mentre percorrevano piste ciclabili cittadine prive di cordolo di protezione. Assolti con lui anche i dirigenti comunali coinvolti.

I pubblici ministeri avevano chiesto condanne pesanti: un anno e quattro mesi per il primo caso, un anno per il secondo. L’impianto accusatorio poggiava su un’idea pericolosa: trasformare una scelta amministrativa e urbanistica — peraltro conforme al Codice della strada — in responsabilità penale per eventi tragici causati da dinamiche di traffico e da comportamenti individuali alla guida di mezzi pesanti.

Le sentenze ristabiliscono un principio elementare dello Stato di diritto: non esiste responsabilità penale senza violazione di legge, e non si può processare un assessore perché una politica pubblica non piace o perché produce effetti controversi. Qui c’è una vittima in più, oltre alle due donne tragicamente morte: ed è il diritto. Un diritto piegato, per anni, a una logica di supplenza giudiziaria del dibattito politico.

Questo processo non doveva neppure iniziare. È stato il frutto di una vicinanza malata tra funzione requirente e funzione giudicante, di un cortocircuito che alimenta il protagonismo penale su scelte che dovrebbero restare nel perimetro della responsabilità politica e amministrativa. È anche per casi come questo che la separazione delle carriere tra pm e giudici non è una bandiera ideologica, ma una garanzia democratica.

Detto questo, è necessario essere altrettanto chiari su un punto: l’assoluzione giudiziaria non cancella il giudizio politico, che resta — per molti — profondamente negativo. Le piste ciclabili disegnate sull’asfalto, senza protezioni fisiche, sono state una scelta discutibile, ideologica, spesso imposta senza un serio bilanciamento tra sicurezza, traffico e realtà urbana. Le vittime della strada a Milano continuano a essere troppe, e la retorica della “città gentile” non ha prodotto i risultati promessi.

Ma proprio per questo è fondamentale non confondere i piani. Granelli è correttamente innocente sul piano penale. Sul piano politico, invece, il bilancio resta critico, e non a caso il sindaco Sala gli ha tolto il referato alla Sicurezza già mesi fa, alleggerendolo da una delega che oggi nessuno nella maggioranza sembra voler assumere. Quella scelta, di natura esclusivamente politica, appare oggi come l’unica conseguenza legittima di una stagione amministrativa contestata.

Le dichiarazioni dell’assessore dopo la sentenza sono misurate e rispettose: il primo pensiero alle vittime, la rivendicazione del rispetto delle norme, il richiamo alla tecnologia per ridurre gli angoli ciechi dei mezzi pesanti. Tutto condivisibile. Ma resta una domanda di fondo che la politica milanese non può eludere: come si governa la mobilità senza trasformare la città in un campo di sperimentazione ideologica permanente?

L’assoluzione di Granelli chiude una pagina giudiziaria sbagliata. Ora sarebbe il caso di aprirne una nuova, finalmente politica, fondata su responsabilità vere, scelte misurabili e un principio semplice: la sicurezza stradale non si costruisce nei tribunali, ma nemmeno con le vernici sull’asfalto.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti