Più passano le settimane e più Enrico Letta guadagna galloni di uomo di Stato con quel suo aplomb di già studente modello e un po’ secchione e di studioso accorto e attento di sistemi e di relazioni.

L’abbraccio con Obama, lo sguardo della Merkel, l’intesa con Hollande hanno confermato anche dal G8 che il governo Letta e il suo presidente Enrico Letta sono più che mai blindati. Immagine forte di un governo che trasforma la sua debolezza identitaria in forza del destino. Ma gli agguati del caldo politico estivo sono sempre dietro l’angolo. Lo sa anche Letta. Lui si fa forza perché guida un governo di necessitò ed è ovviamente chiamato a dare risposte operative a breve. Un governo “necessitato” più per le emergenze economiche ed istituzionali che lo hanno anche in gran parte determinato più che per gli atti di amministrazione che ha finora prodotto, ma il risultato c’è tutto. Più passano le settimane e più Enrico Letta guadagna galloni di uomo di Stato con quel suo aplomb di già studente modello e un po’ secchione e di studioso accorto e attento di sistemi e di relazioni. E anche i colpi che possono venire da Bersani e Berlusconi, da Brunetta e giovani turchi piddini invece di scalfire alla fine rafforzano e blindano. Guardate cos’è successo dopo l’uscita dell’ex premier che ha attaccato il patto di stabilità e il rapporto del tre per cento cioè le basi della regola europea. E’ successo che Berlusconi ha fatto il suo lavoro di movimentista che intercetta una pancia del Paese molto più grande di quella che immaginiamo, ed è successo che parte del Pd ha subito lanciato strali ma poi ci ha pensato Epifani a portare tutti alla ragione. Il rapporto con l’Europa ce l’ha Letta si rispetta l’agenda e si rispettano i conti e i patti. Berlusconi lancerà anche in futuro proposte shok o commenti duri ma poi dirà “appoggio leale al governo”. Pezzi del Pd faranno polemiche con pezzi del Pdl ma poi tutto si dovrà ricomporre perché è un’esigenza generale e diffusa. Il Pd deve andare a congresso e i mal di pancia sono già tanti all’interno che non conviene a nessuno mettere in crisi anche al governabilità del Paese che è un’altra cosa. Il Pdl è in pieno passaggio identitario, di riconoscimento e riconoscibilità reciproca e non ha nessuna voglia, nonostante colpi e contraccolpi sui tanti ruoli di Alfano e gli attacchi dei cosiddetti “leoni” di mettere a repentaglio la linea di responsabilità istituzionale. Su tutto quello una agenda di provvedimenti economici e di riforme istituzionali che non possono più aspettare: dal lavoro alle tasse, dalla forma di Stato alla rappresentanza. Il Governo è super blindato grazie anche, come tutti sanno, ad una sapiente saggia illuminata azione del presidente Napolitano che non perde occasione per dire o far capire: attenzione a tutti o va come pianificato oppure si rischia di spazzare tutto. E l’alternativa non è di quelle che fanno stare tranquilla. Ha ragione Enrico Letta che ripartendo dall’Irlanda ha detto che la risposta del governo sta nel “fare” . Certo il governo blindato è anche alla prova delle calde o tropicali turbolenze estive, che possono uscire da un’improvvisa fiammata. Si può scricchiolare per un nonnulla come una polemica estiva sulla riforma o controriforma Fornero o su cose più grosse come ad esempio una sentenza o un progetto di riforma che riguarda chessò diciamo a caso la Giustizia e la Pubblica amministrazione. Il chessò era ovviamente voluto perche sono questi due tra i “punti chiave” settori chiave in cui il Governo blindato deve dare risposte immediate. La ripresa economica parte anche da processi e procedure più trasparenti e snelle. Ma lo sapete che almeno due miliardi di euro se ne vanno in tasse improprie tra errori burocratici e procedure sbagliate? Secondo voi è tollerabile? La sfida del governo sarà anche quella di blindare una nuova pubblica amministrazione all’altezza della modernità. Dove i burocrati simbolo di lentezza e polvere sui fascicolo lascian spazio ai manager delle app. Fatto.

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