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Governo: è finita la pacchia e il miracolo economico?

E’ noto il tormentone governativo che ci ha seguito in questi mesi, con continui elogi del governo stesso per la tenuta e il miglioramento delle proprie performance economiche con un Pil superiore anche a quello tedesco, anche se probabilmente erano effetti del governo precedente, quello Draghi… ma ora siamo al dunque! Dalle parole siamo passati ai fatti.. che sono quelli di un Pil in negativo rispetto alla positività media degli altri Paesi europei.

di Vincenzo Donvito | 3 Agosto 2023
Il passaggio di consegne a Palazzo Chigi ad ottobre tra Mario Draghi e Giorgia Meloni (fonte Governo.it)

Il Prodotto Interno Lordo (Pil: che esprime il livello di benessere della comunità su sviluppo e progresso) è in calo dello 0,3% negli ultimi tre mesi dopo che era stato in crescita nei primi tre mesi dell’anno. E’ noto il tormentone governativo che ci ha seguito in questi mesi, con continui elogi del governo stesso per la tenuta e il miglioramento delle proprie performance economiche con un Pil superiore anche a quello tedesco, anche se probabilmente erano effetti del governo precedente, quello Draghi…
 … ma ora siamo al dunque! Dalle parole siamo passati ai fatti.. che sono quelli di un Pil in negativo rispetto alla positività media degli altri Paesi europei.

Le parole sono state tante, soprattutto quelle fumose sul made in Italy che ce lo troviamo in tutte le salse possibili e immaginabili ma che, evidentemente, non è declamandolo che si diventa migliori. Così come non si diventa migliori assicurandosi la fedeltà di informazione, spettacolo e sport di Stato, la Rai.

Mentre i fatti sono stati tanti… e negativi. L’inflazione è scesa solo grazie al ridimensionamento dei prezzi energetici sui mercati europei ed internazionali e, infatti, mentre già nei mesi scorsi non era in discesa per il carrello della spesa, i dati di luglio la danno bloccata con sempre il carrello della spesa in crescita. La benzina – incendio in corso – è alle stelle dopo che all’inizio dell’anno le accise (quasi il 70% del prezzo alla pompa) erano state aumentate. La sanità sembra che abbia debiti per miliardi. L’accetta usata contro il reddito di cittadinanza – per quanto quest’ultimo possa essere considerato problematico come strumento di lotta alla povertà – non è certo un buon metodo da Stato sociale, lasciando senza il becco di un quattrino tutti coloro che fino ad oggi ne fruivano. Condoni e bonus sembrano essere le misure privilegiate contro i cosiddetti vessati dal fisco e poveri.

Insomma, il miracolo italiano è durato tre mesi e ora siamo al dunque. Con un Paese politico dilaniato. In un contesto climatico emergenziale dove è lotta quotidiana dei realisti contro pressapochismo, estremismo e negazionismo… tutti molto presenti nel governo.

A questo si aggiunga una mancanza di controllo degli enormi flussi migratori in ingresso (situazione che sfuggirebbe a qualunque governo, perché va oltre le politiche nazionali), con il pericoloso fumo negli occhi di affidare i destini dei migranti a macellai istituzionali tipo Libia, Tunisia ed Egitto. E  la conseguente disastrosa situazione di mancanza di lavoratori (spesso migranti stagionali) per agricoltura e piccole imprese.

L’elenco sarebbe lungo, ma ci fermiamo rilevando che sembra tutto una rincorsa dell’urgenza quotidiana senza piani duraturi e futuribili che affrontino le nuove e le vecchie e incancrenite sfide, mettendo al primo posto consumatori e cittadini.

Qual è la risposta a questa situazione che rischia di saltare da un momento all’altro? Al momento sembra solo ideologica e divisoria. Dobbiamo rimpiangere il governo Draghi?

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : EditorialeTag: agricoltura, consumatori, draghi, fisco, governo, informazione, libia, mario draghi, meloni, mercati, misure, paesi europei, palazzo chigi, rai, sanità, sviluppo

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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