• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Governo. Conte e la bufala della Grecia

La situazione drammatica vissuta dalla Grecia non ha nulla a che vedere con quella italiana e allora perché si evoca la Grecia quando si è in procinto di sedersi al tavolo delle trattative con gli altri governi dell’Eurozona?

di Primo Mastrantoni | 22 Aprile 2020

Evocare paure. E’ quello che ha fatto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in una intervista a un giornale tedesco, in vista del Consiglio europeo di giovedì prossimo, dove si discuteranno le iniziative per affrontare la crisi sanitaria ed economica.

Quale è la paura? Il Meccanismo europeo di Stabilità, il Mes.
Si sostiene che la sua applicazione provocherebbe in Italia una crisi simile a quella vissuta dalla Grecia.

Vediamo.

La crisi della Grecia è iniziata nel 2009, il Mes è stato varato nel 2012. Il Mes è stato approvato dalla Lega nel 2011 e nel 2019, e dal M5S nel 2019.
Curioso che si accusi il Mes di provocare danni proprio da coloro che l’hanno approvato.

La crisi greca inizia nell’autunno del 2009, quando il neo-primo ministro George Papandreou, rivela pubblicamente che i bilanci economici, trasmessi dai precedenti governi greci all’Unione europea, erano stati falsificati.
L’Italia non ha mai falsificato i bilanci.

Il debito pubblico greco è stato classificato a livello di “spazzatura” (junk bond) nel 2010.
Il debito pubblico italiano non è mai stato classificato spazzatura.

Dunque, la situazione drammatica vissuta dalla Grecia non ha nulla a che vedere con quella italiana e allora perché si evoca la Grecia quando si è in procinto di sedersi al tavolo delle trattative con gli altri governi dell’Eurozona? Perché si insiste con la proposta di Coronabond quando questo strumento è stato bocciato pochi giorni fa dal Parlamento europeo e quando si sa che, per attuarlo, occorre modificare i trattati europei e occorrono tempi più che lunghi?

Quando il Governo si siederà al tavolo per trattare le migliori condizioni per l’attuazione del Mes (36 miliardi per spese sanitarie italiane), dello Sure (7 miliardi per i disoccupati italiani) e per attivare i fondi della Banca europea degli investimenti (200 miliardi complessivi) per i prestiti a medie e piccole imprese, oltre a quelli già operativi della Commissione europea?
Quando il Governo si attrezzerà per impegnare i fondi europei invece di mandarli indietro perché non è in grado di utilizzarli?

Ultima domanda: visto che il Governo si lamenta, giustamente, che l’Europa non ci ha aiutato nella prima fase di questa crisi sanitaria, sarebbe utile sapere perché l’Italia non ha partecipato alla riunione del Comitato per la sicurezza sanitaria europea, del 31 gennaio scorso, nel corso della quale è stato affrontato il problema della fornitura di mascherine e di altro materiale protettivo contro il Coronavirus.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Pubblicato in : EditorialeTag: 2011, aduc, banca europea, commissione, commissione europea, crisi, danni, debito pubblico, europa, eurozona, governo, grecia, intervista, italia, lega, parlamento, presidente del consiglio, unione europea

Info Primo Mastrantoni

Segretario ADUC

Interazioni del lettore

Commenti

  1. francesco Martelli

    25 Aprile 2020 alle 12:43

    Caro Primo, mi meravigliano sempre coloro che invece di cercare di convencere per le loro idee attaccano chi non la pens acome lore, specialmente accusandoli di aver cambiato idea : qualcuno diceva che solo i cretini non cambiano idea, quanda ne abbiano motiv.
    Considerata l’appriovazione che da al Conte 1 con la lega dovrei supporre che preferiva quel Governo ah ah !!
    MES comunque la si metta Lo stato Italia Sovrano (?) concede 100 ad un organismo che poi potrà prestare (PRESTARE) 150, secondo condizionie vincoli decisi da una autorità tecnica insindacabile del Potere Politico . Son Ingegnere ed ai miei studenti ho sempre insegnato che i conti si fanno prima con un colpo di regolo, poi la quarta cifra decimale. può confurare la mia descrizione del MEF, forse se non firmiamo ,la BCE non stampa soldi per i ns. BTP? ma quasta è altr quaestioen
    GRAZIE
    FM

    Rispondi
  2. francesco Martelli

    25 Aprile 2020 alle 11:43

    Mi dispiace sentire sempre le stesse falsità , il MES approvato in CdM nel 2011 non era parente di quello approvato dal Parlamento del 2012 dopo che il Governo Berlusconi era caduto per una ben nota azione esterna al nostro stato (chiedete a Tremonti che aveva illustrato quel MES in CdM) , in cui la lega era contro, e la Meloni assente e Crosetto futuro co-fondatore di FdI , contro. Ma parte doverose precisazioni, perchè dovete sempre attacare per non giustificare le vs Scelte (Raymond la SX valuta se dagli ideali , glia ltri da ciò che fanno). Mi spieghi perchè uno Stato sovrano(?) dovrebbe dare soldi ad un Fondo che poi può prestarglieli indietro , anche un po di più di quanto dato, ma sotto condizioni decise da un organo tecnico in sindacabile da potere Politico ? E’ così ?
    il privato fa più o meno così con la banca cui presta i soldi e poi chiede l mutuo , ma è un privato , non uno stato Sovrano (?). Scusi son Ingegnere, ed conti si fanno per numeri interi, le virgole servono solo per consentire ai politici /avvocati di fare puffa

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti