Serve a nulla attaccare o difendere questo governo, se non come diversivo per nascondere la vera situazione del nostro Paese. E non si capisce dove veramente siamo arrivati se non si pensa al come, ripercorrendo la strada che ci ha condotto fino a questo punto. Sono quasi dieci anni che non abbiamo un governo sorretto da una maggioranza che si fosse presentata agli elettori come tale. E il Presidente della Repubblica (prima Napolitano, poi Mattarella) ha conferito l’incarico per formare i governi a maggioranze formatesi nel parlamento da partiti che, invece, per chiedere il voto agli elettori si erano aspramente combattuti. Accadde con i Governi presieduti da Monti, Letta, Renzi, Gentiloni. Conte, l’ultimo, ha “sublimato” la pratica. Non solo ha fatto il bis. E’ anche riuscito ad allearsi l’uno dopo l’altro, con i due opposti schieramenti: centro-destra, tramite la Lega di Salvini e centro-sinistra di Zingaretti, Renzi e Bersani, tra loro avversari ma unitisi nell’intento di sostenere Conte. In simili condizioni, come avrebbero potuto i vecchi governi, e come potrebbe l’attuale, esprimere una visione della società italiana e una azione di governo tesa verso il futuro? Il massimo possibile era ed è arrabattarsi per gestire il presente. In aggiunta, all’attuale presidente del consiglio non è toccata in sorte solo la crisi economica che era stata lo spauracchio dei suoi predecessori. Si è aggiunta la peggiore emergenza sanitaria che sia capitata da almeno un secolo.
Perciò la situazione è quella che è. Fa acqua da tutte le parti e le toppe non lo impediscono. A mala pena e con ritardo le strutture sanitarie e socio sanitarie riescono ad approvvigionarsi di tamponi, test, mascherine, guanti, etc, dopo averli rincorsi per mesi. Personalmente, a Firenze, da oltre un mese sbatto contro cartelli che invitano a non mettersi in coda per guanti e alcol. Non c’è trippa. Solo un paio di giorni fa, all’ennesima richiesta di alcol, non ho avuto finalmente un rifiuto pregiudiziale. Addirittura me ne avrebbero dato mezzo litro, non una boccettina. Si: diciassette euro mezzo litro di alcol denaturato. Per chi non avesse capito, lo scrivo in cifre: 17 euro e non al mercato nero ma in una farmacia. Non è colpa di Conte e di questo governo. Ad essere sbrindellato, oggi, non è solo il governo. E nemmeno solo il sistema politico ed i partiti. E’ sbrindellato lo Stato, in tutte le sue articolazioni: dalla giustizia alle Regioni. E guai ad illuderci di venirne fuori dopo avere risolto il dilemma se abbattere o mantenere questo governo. Non se ne esce senza una riforma della Costituzione che costringa a riorganizzare tutta la pubblica amministrazione, i rapporti tra i poteri e le articolazioni al centro come in periferia. E occorre fare tornare di moda la parola “delegificazione”, perché affidare ad una legge qualsiasi decisione ci sta soffocando. Perché mai le decisioni tempestive e la efficienza devono seguire procedure diverse da quelle normali come è accaduto con la ricostruzione del ponte Morandi a Genova e come avviene per le decisioni di contrasto alla pandemia? Efficienza e tempestività dovrebbero essere la norma, non l’eccezione. Se non si vuole vivere nella perenne attesa, di rinvio in rinvio, dalla fase 1 alla fase 2, e poi la fase tre e così via, occorre la spinta propulsiva di un nuovo inizio. Se non una Assemblea Costituente (che sarebbe preferibile) almeno l’impegno per una legislatura costituente. Le riforme della Costituzione non si fanno senza suscitare una grande passione di popolo. Chi ci ha provato, vedi Titolo V della Costituzione (2001) e riforma Renzi-Boschi (2016), o ha peggiorato la situazione o ha fallito.
Nicola Cariglia

Caro direttore, la crisi d’Algeria costrinse Charles De Gaulle a rottamare nel 1958 la costituzione della quarta repubblica del 1946, gemella di quella attuale italiana. Nacque così in Francia la repubblica semipresidenziale. Probabilmente la crisi italiana dei nostri giorni caratterizzata dalla caduta della produzione e da un enorme debito pubblico (nato con l’avvento delle regioni ) metterà in crisi l’architettura costituzionale italiana.
Come sempre le responsabilità degli inquilini del Quirinale sono molto edulcorate, come se i Presidenti succedutisi in questi anni siano intoccabili perché realmente rappresentativi l’Italia. Così non è, la Costituzione permette al Presidente della repubblica si essere una specie di Jago permanente della verità politica, molto peggio per la democrazia di un Presidente a cui fosse affidato l’esecutivo. I Napolitano, i Mattarella e i loro predecessori non hanno mai perso l’occasione di operare da Jago della verità politica, ossia della democrazia materiale che precede gli esiti calcolati della democrazia elettorale. Se poi allo Jago del Quirinale si affianca un Rigoletto a palazzo Chigi, il quadro è completo. In questa contingenza storica, i problemi economici sono tutti affidati alle spalle di pizzaioli e affittacamere, sorretti naturalmente dalla ” bellaitalia”. Non si è sentita una parte politica che avanzasse l’esigenza di avviare una storica riconversione dei settori produttivi tradizionali e obsoleti per una nuova industrializzazione della nazione in cui la voce turismo divenga inconsistente, avviando la parallela riconversione delle professioni e dei mestieri., in pratica una rivoluzione culturale vera. Silenzio invece, e solo attesa di quante pizze saranno vendute e camere affittate, naturalmente in un profluvio di idiozie fatte passa re per iniziative culturali. Spero che i paesi del nord-Europa dicano no ai nostri piagnistei.
A mio giudizio, questo articolo, che condivido pienamente, arriva con qualche decennio di ritardo. Sono anni chi la nostra costituzione non riesce ad assicurare la governabilità all’Italia.
Ed altri decenni dovrai attendere perchè qualcuno se ne accorga. E non ti consolerà che io te ne invii altre decine, simili, da me scritti nel corso degli ultimi decenni.
Non se ne esce senza una riforma della Costituzione che costringa a riorganizzare tutta la pubblica amministrazione, i rapporti tra i poteri e le articolazioni al centro come in periferia. E occorre fare tornare di moda la parola “delegificazione”, perché affidare ad una legge qualsiasi decisione ci sta soffocando. Perché mai le decisioni tempestive e la efficienza devono seguire procedure diverse da quelle normali come è accaduto con la ricostruzione del ponte Morandi a Genova e come avviene per le decisioni di contrasto alla pandemia?
Egregio Direttore,
è vero, forse non è colpa di Conte, probabilmente è colpa di tutti. Di tutti noi che abbiamo lasciato fare di tutto e di più, ma d’altro canto come può un cittadino far sentire la sua voce ? Di certo non da solo ma in gruppo. Quale gruppo, in Italia non c’è unità.
“Fatta l’Italia bisogna fare gli italiani”. Nessuno è riuscito in tale impresa, forse perché l’Italia non doveva essere unificata o meglio standardizzata.
E poi la Costituzione, va riformata ! Giustissimo, va riformata perché ormai è morta. E’ morta come gli statisti e gli uomini di cultura che parteciparono alla Assemblea Costituente del ’46. La nostra Costituzione funzionava benissimo quando esisteva ancora un’etica nel nostro paese o degli ideali. Scomparsi questi non ha più senso una Costituzione di tale stampo. Suona come un valzer in discoteca.
Chissà quali mostruosità potrebbe produrre poi una Costituente formata dal fiore all’occhiello della politica italiana.
Ha ragione Direttore, chi ci ha provato o ha peggiorato la situazione o ha fallito.
Ormai l’Italia è affidata alla distopia assoluta.
(art.1 Cost. : “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”).
Antonello Truant
“A casa mia abbiamo tutto” rispose Pierino alla maestra che interrogava la classe, “pensi che abbiamo anche mia sorella INCINTA!”.
Ecco questa mi pare la situazione dalla “grande rivoluzione” che ci ha portati alla II^ repubblica (rigorosamente minuscolo).
L’ultimo arrivato, che si trascina un esercito di “esperti” e “task-force”, Conte “è anche riuscito ad allearsi l’uno dopo l’altro, con i due opposti schieramenti”, ma tout va bien madame la marquise. Abbiamo anche la minoranza che fa RIGOROSAMENTE OPPOSIZIONE, come all’epoca del “tanto peggio, tanto meglio” perché bisognava fare la rivoluzione. Nessuno che affermi quale modello di gestione intende proporre, ma tutti che pensano al “vile denaro”, per comprare MEZZO LITRO di alcool denaturato a 17,5 €! Alla stregua che bisogna battere moneta come gli ultimi anni della Jugoslavia di Jozip Broz – TITO – , o la repubblica di Weimar dove serviva una carriola di marchi per comprare una scatola di fiammiferi. E non è bastato il fallimento dell’Unione Sovietica – USSR – impero che ha costretto l’ultimo Presidente, Gorbaciof, a dichiarare le “odalische” dell’EST “RISORSA DELLO STATO RIVOLUZIONARIO”. Poverette dovevano soddisfare le voglie di ricchi Emiri, o dei nostri borghesi, per finire semivestite lungo tutte le strade del mondo. bisogna stampare DENARO, grande ricetta di chi non sa da che parte sbattere la testa, mentre il popolo non grida giustizia, uguaglianza, progresso, ma:”abbiamo fame”! In effetti la “Repubblica Democratica fondata sul lavoro” ha dimenticato la SOVRANITA’ e si affidata ai redditi di cittadinanza ecc, vale a dire ai sussidi. Speriamo non si rompano le rotative che stampano EURO!