Come ci ricorda amabilmente il Confalonieri “la musica signoreggia su tutte le arti, perché essa è simultaneamente un’arte del tempo e un’arte dello spazio: che introduce un movimento là dove la pittura , la scultura e l’architettura sono costrette a ridursi immobili, eterna là dove la poesia, custode del moto, si è dovuta affidare ad un malsicuro potere di sintesi, per esser ricordata”.
Concertato
Lungo pezzo d’insieme che generalmente coincide con il momento culminante dell’azione. Usata fin dal periodo barocco per indicare lo stile con cui si univano ed alternavano voci e strumenti in netta opposizione allo stile a cappella per coro solo. Successivamente usato a conclusione della prima parte dell’opera, utilizza voci soliste e coro nel momento di massima inestricabilità dell’intreccio. Verrà ampiamente introdotto nell’architettura dell’opera buffa.
Pasticcio
Opera teatrale in voga nel XVII e XVIII secolo costruita con pezzi estrapolati da opere diverse. Arie duetti, cori, musiche di differenti compositori erano riadattati per un nuovo libretto. Alcuni pasticci hanno avuto un riscontro certamente superiore alle opere originali: l’introduzione di numerosi pezzi di grande trasporto, sicuro successo e ben conosciuti dal pubblico, ne hanno decretato copiosa fortuna.
Opera da camera
L’espressione viene introdotta nel ‘900 per indicare, anche “a posteriori” fino al XVII secolo, opere di piccole dimensioni e che richiedono quindi un numero ridotto di personaggi, strumentisti e scenografie semplici ed essenziali. Utilizzata anche per indicare compagnie teatrali di dimensioni ridotte e spesso itineranti. In Italia è divenuta il genere tipico del modernismo e della scuola neo-classica, posteriore alla prima guerra mondiale in opposizione alla imperante cultura tardo-romantica che aveva introdotto organici orchestrali numerosissimi, scenografie grandiose, tempi di durata lunghissimi.
Falsetto
Tecnica di canto spesso usata nell’opera comica. Durante l’epoca del Belcanto i tenori usavano sistematicamente il falsetto per l’emissione delle note acute. Si registrano debolezza di potenza e timbro ed una coloritura vocale decisamente limitata sfruttando le cavità di risonanza situate nella testa.
Umberto Zanobetti
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