Convenzioni musicali (1°)
Il meraviglioso mondo della lirica ha visto nel secolo scorso un rapido consumo di opere i cui contenuti erano comunque basati su alcune forme convenzionali riguardanti la struttura musicale. Abilità del compositore era (ed è) dare risposte a questi schemi convenzionali con temi e ritmi che regalassero senso di novità ed ispirazione nel pubblico.
Il piccolo glossario che segue aiuterà il melomane neofita nella comprensione del comune linguaggio musicale, che spesso ritroverà nelle chiacchere musicali e nel foyer.
Ouverture
Francesismo ampiamente utilizzato per indicare l’introduzione orchestrale ad un’opera, ad un balletto, ad un oratorio; la incontriamo per la prima volta nell’Orfeo di Monteverdi e sarà usata costantemente dal ‘700 in poi. Due le filosofie di rilievo, quella francese caratterizzata da un primo segmento lento, una seconda parte più veloce ed un terzo tempo lentoche spesso riprendeva il primo movimento, e quella italiana la cui struttura è sia in tre movimenti, vivace, lento, vivace, l’ultimo dei quali spesso si lega all’introduzione del primo atto, sia con un movimento binario: andante, allegro. L’ampiezza dei brani spesso si lega alla possibilità ed all’abitudine di poter eseguire l’ouverture in concerto, indipendentemente dall’opera.
Preludio
Ricordando che nei secoli passati l’opera andava in scena a luci accese, il preludio era spesso utilizzato come segnale acustico dell’inizio del lavoro.
Si differenzia dall’ouverture per la composizione strutturale e la finalità narrativa.
Brano sostanzialmente più breve, che raramente supera le cinquanta battute, spesso si presenta come sintesi dell’azione, con un’unica sezione, con cadenza strettamente collegata all’introduzione. Sporadicamente viene utilizzato un secondo movimento che presenta le idee ritmiche e melodiche che si svilupperanno nell’opera.
Aria
Forma di canto per una voce sola, più raramente per due voci, con accompagnamento musicale, che pone l’accento su momenti particolarmente rilevanti o di maggior introspezione dell’opera.
Si noti che molte arie interrompono l’azione scenica, non interferiscono nel comportamento degli altri personaggi, sono semplicemente pensieri o sentimenti personali espressi a se stessi. La riforma di Metastasio fissa alcune regole: il cantante non può avere due arie di seguito, in un’opera ogni cantante può cantare fino a quattro arie, ma di diverso contesto espressivo (amore, odio, felicità ecc.).
Cavatina
Aria solitamente in due parti, con andamento vivace e cantabile, è usata abitualmente per presentare i caratteri psicologici del personaggio e coincide spesso con l’entrata in scena del cantante.
Segue
Umberto Zanobetti

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