Chi ama Firenze non può fare a meno di conoscerlo. Ottone Rosai, il pittore fiorentino che ritrasse durante il Novecento panorami cittadini, scorci di via de’ Bardi, della Chiesa di Santa Maria del Carmine o la facciata di Santo Spirito, mostrandone l’essenza, interpretandone l’eleganza, fotografando un’epoca e i personaggi che la caratterizzarono. Quella schiettezza che si manifesta nelle sue opere attraverso scelte cromatiche luminose e nitidezza di forme, si ritrova altrettanto intensa nei suoi scritti, raccolti da Giuseppe Nicoletti nel volume “Scritti dispersi” (Polistampa, 2018). Brani autobiografici o articoli apparsi su Il Selvaggio, la rivista di Mino Maccari, o sull’Universale o su altre testate, che riportano stralci della quotidianità dell’infanzia, dell’adolescenza e della giovinezza di Rosai, così come del suo pensiero sull’attualità politica o sulla concezione dell’arte. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/gli-scritti-dispersi-di-ottone-rosai_2775.html
Lascia un commento