Troppi magistrati e troppe risorse concentrate nella “caccia al politico” e troppo trascurata l’operatività mafiosa.

Non so quanti miliardi di vecchie lire e quanti anni di lavoro di magistrati e poliziotti siano stati spesi per tentare di provare che Andreotti aveva baciato Riina sulla bocca, cosa che non crederei neanche se fosse scritta nel testamento del senatore. Forse di più che per Mannino, che era meno importante.
L’idea che mi sono fatta è che i mafiosi han bisogno per i loro appalti e traffici dei politici locali. Di quelli più importanti han bisogno per trasferire nelle loro zone funzionari “amici”,delle imposte, INPS, INAIL, verifiche sanitarie, banche locali ecc., per ampliare la gamma dei servizi offerti in cambio della protezione, che, se consistesse solo in “pagami o ti spacco la vetrina”, sarebbe finita da un pezzo, come sta finendo a Bagheria, perchè non si possono più erogare gli altri servizi, politici e funzionari han più paura dello Stato che dei mafiosi.
Ma, a proposito di appalti, chi fa quello delle intercettazioni? Un tempo le faceva la SIP, che non riusciva mai a farsi pagare. E’ sempre un appalto unico o lo fanno le singole procure, o procure generali? E i pagamenti sono sempre a temi biblici? Perchè questo potrebbe concorrere a spiegare due fenomeni:
– come mai da certe procure trapelano le intercettazioni e da altre no?
– come mai Pirelli ha rilevato la SIP abbondantemente spolpata dai bresciani e ha nominato un molto discutibile capo della sicurezza, segnalato dal SISDE, e poi arrestato, da cui dipendevano anche le intercettazioni.

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