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Gli ostinati PM di Palermo

di Claudio Bellavita | 8 Novembre 2015

Troppi magistrati e troppe risorse concentrate nella “caccia al politico” e troppo trascurata l’operatività mafiosa.
20120912122704Da quando la procura di Palermo ha concentrato la sua attenzione sul livello politico della mafia, sono successe tante cose. Ma soprattutto è successo che troppi magistrati e troppe risorse di quella procura sono state concentrate nella “caccia al politico”, col risultato che l’attività ordinaria, la caccia all’operatività mafiosa, è stata trascurata. In compenso è stato inventato un reato che non esiste, quello del “concorso esterno in attività mafiose”, copiato dall’inquisizione: “se abiti vicino a una strega è molto probabile che sei una strega anche tu”. Col risultato che i magistrati che non erano convinti di questo metodo han cambiato procura, e dobbiamo dire grazie all’ossessione palermitana se, per esempio, Pignatone è arrivato a Roma.

Non so quanti miliardi di vecchie lire e quanti anni di lavoro di magistrati e poliziotti siano stati spesi per tentare di provare che Andreotti aveva baciato Riina sulla bocca, cosa che non crederei neanche se fosse scritta nel testamento del senatore. Forse di più che per Mannino, che era meno importante.

L’idea che mi sono fatta è che i mafiosi han bisogno per i loro appalti e traffici dei politici locali. Di quelli più importanti han bisogno per trasferire nelle loro zone funzionari “amici”,delle imposte, INPS, INAIL, verifiche sanitarie, banche locali ecc., per ampliare la gamma dei servizi offerti in cambio della protezione, che, se consistesse solo in “pagami o ti spacco la vetrina”, sarebbe finita da un pezzo, come sta finendo a Bagheria, perchè non si possono più erogare gli altri servizi, politici e funzionari han più paura dello Stato che dei mafiosi.

Ma, a proposito di appalti, chi fa quello delle intercettazioni? Un tempo le faceva la SIP, che non riusciva mai a farsi pagare. E’ sempre un appalto unico o lo fanno le singole procure, o procure generali? E i pagamenti sono sempre a temi biblici? Perchè questo potrebbe concorrere a spiegare due fenomeni:
– come mai da certe procure trapelano le intercettazioni e da altre no?
– come mai Pirelli ha rilevato la SIP abbondantemente spolpata dai bresciani e ha nominato un molto discutibile capo della sicurezza, segnalato dal SISDE, e poi arrestato, da cui dipendevano anche le intercettazioni.

Pubblicato in : Primo pianoTag: andreotti, anni, banche, inail, inps, intercettazioni, lavoro, palermo, roma, senatore, vecchie lire

Info Claudio Bellavita

claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

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