Troppe volte ho iniziato a buttar giù due righe sostenendo che la settimana passata e in corso è stata ricca di robe brutte e estremamente caotica. Non so se abbiamo toccato il fondo nell’ultima ma al peggio non c’è mai fine. Putroppo.
Mi capita di leggere l’esortazione e la minaccia forbita del giovin signore affetto da sindrome cassandrina.. Ah, si, Fusaro.
“Preparatevi. Vi sono tutte le avvisaglie. I signori del mondialismo deregolamentante e della glebalizzazione hanno de facto dichiarato guerra al governo italiano. La sua inespiabile colpa? Essere un governo non al servigio dell’élite finanziaria, essere un governo scelto dal popolo. I globalizzatori faranno di tutto per far cadere il governo nazionale-popolare odiato dall’aristocrazia finanziaria. Percorreranno la via o del colpo di Stato giudiziario (modalità Mani Pulite 1992) o del colpo di Stato finanziario (modalità Monti 2011). L’obiettivo? Rovesciare il governo e imporne uno che rispecchi senza esitazioni gli interessi e i desiderata della classe dominante liquido-finanziaria.
Un amico feisbukiano commenta , a modino, “Che Demenza! Non senile come potrebbe essere la mia, ma Demenza vera! Vorrei solo sapere se “Glebalizzazione” è scritto bene e faccia riferimento alla gleba o sia un errore per globalizzazione”
Me lo sono chiesta anch’io, ma istintivamente l’ho corretto nella mia mente obsoleta, anche se, spesso io stessa uso termini inventati che farebbero drizzar i capelli alla crusca.
Ma, lasciando perdere le facezie demenziali si ha davvero la sensazione di entrare in un girone , se non infernale almeno purgatoriale.
Parlare di ponti e di navi, eventi uno più drammatico dell’altro, non ho voglia e non ne ho cuore. I dubbi mi tormentano la mente e l’anima. C’è chi ha già elaborato tutto e metabolizzato prendendo una decisione drastica di pensiero e d’azione. La faccenda è troppo ingarbugliata per il mio cervellino e dunque mi astengo. E attendo che la magistratura faccia il suo corso.
Va’ dove ti porta il cuore disse qualcuno.
Ecco, se accolgo l’esortazione sogno un mondo senza barriere e senza cavalli di frisia dove gli uomini, tutti, possano vivere in pace ballando e cantando beati come cherubini. E mi sovviene il pensiero che questo avviene nelle culture primitive dove le anime pensano soltanto alla sopravvivenza senza pensieri sovrastrutturati e sovrastrutturali, senza sapere leggere scrivere e far di conto, senza filosofie spicciole o profonde. Ma poi apro gli occhi e vedo senza tema di smentite, toccando con mano, dove è arrivato l’uomo. Ha costruito preziose e imponenti cattedrali che mirano all’infinito spazio cielo divinità, insieme a bombe che tendono alla distruzione delle suddette, in un gioco perverso di anda e rianda di vichiana memoria. E nel pensier mi fingo, come dice il poeta, che niente altro che questo è l’essere umano. Deve andare avanti sempre , è nella sua natura. Ma non è infallibile e qualche volta va oltre.
Ma, per dirla con il grande Albert non esistono grandi scoperte né reale progresso finché sulla terra esiste un bambino infelice.
E sicuramente quello passato è stato il più triste agosto degli ultimi decenni, forse del dopoguerra.
Note esterne.
«Una delle punizioni che ti spettano per non aver partecipato alla politica è di essere governato da esseri inferiori» Platone
“Si può vivere nel paese più democratico della terra ma se si è interiormente pigri ottusi servili non si è liberi” Ignazio Silone
“Odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera passivamente, ma opera…
Antonio Gramsci, 1917
“Quando incontro qualcuno non gli chiedo da dove viene. Non mi interessa. Gli chiedo dove va. Gli chiedo se posso fare un pezzo di strada insieme a lui”.
Giovanni XXIII
Carla Ceretelli

Dobbiamo essere solidali con Salvini perché ora è toccato a lui essere vittima della lobby politico-giudiziaria; ma non dobbiamo dimenticare che la sua collocazione naturale è il centrodestra e che questa innaturale alleanza giallo-verde deve finire al più presto.
Ha letto nche il tuo amico feibucchiano
grazie per l’attenzione