Il coro della stampa estera, collegato con parte della stampa nostrana, che aveva maldestramente attaccato la leadership italiana del G8 dell’Aquila ha dovuto battere in ritirata di fronte al successo unanimemente riconosciuto del recente vertice internazionale.
Niente di tutto ciò che stava alla base delle malevole indiscrezioni della vigilia si è dimostrato minimamente fondato. Non il pericolo di una messa alla porta dell’Italia dal novero dei grandi e, tanto meno, la temuta disorganizzazione, frutto della nostra tradizionale incapacità.
Che si sia trattato di una ennesima manifestazione di pregiudizi largamente diffusi in alcuni dei nostri alleati è talmente evidente che non vale la pena di soffermarcisi oltre.
Su Pensalibero, varie volte, abbiamo ammonito a smettere la provinciale tendenza a brandire ad uso interno le manipolazioni che si fanno all’estero delle vicende italiane. E’ penoso osservare come si gode a destra quando gli attacchi riguardano governi di sinistra e viceversa.
Infatti gli attacchi hanno solo due motivazioni.
Possono essere i secolari pregiudizi contro il nostro popolo: pregiudizi che si ostinano a non tener conto di quanto anche l’Italia sia progredita, nonostante il permanere di antichi vizi assieme ad antiche e nuove virtù.
Oppure gli attacchi possono essere mossi da puro interesse: problemi di business, spesso in combutta con complici indigeni (catene editoriali, ambienti finanziari e bancari, etc.).
Spesso entrambe queste motivazioni ne sono alla base.
Ecco perché sarebbe stupido cadere nella trappola di chi vorrebbe fare passare l’idea che la puzza sotto il naso verso di noi svanirebbe se non ci fosse Berlusconi.
Il capo del governo, certo, ci mette del suo. Ma quando all’estero viene dipinto come un padrino, l’attacco è al nostro Paese perché il sottinteso è che l’Italia è un popolo mafioso. Così quando si parla di Berlusconi come prepotente, aduso a violare la legge, pasticcione, donnaiolo, vengono evocati altrettanti antici pregiudizi nei nostri confronti. Il sottinteso è che tutti gli italiani sono così.
E se invece di piangerci addosso cominciassimo a darci delle arie, se non altro perché almeno in questo, cioè in tema di pregiudizi verso gli altri siamo non peggiori dei nostri amici europei?
GLI ITALIANI GLI ALTRI E I PREGIUDIZI
Il coro della stampa estera, collegato con parte della stampa nostrana, che aveva maldestramente attaccato la leadership italiana del G8 dell’Aquila ha dovuto battere in ritirata di fronte al successo unanimemente riconosciuto del recente vertice internazionale. [segue]

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