Non si può liquidare con una scrollata di spalle l’iniziativa del manettaro Antonio Di Pietro, fondatore e leader dell’Italia dei Valori, unico ammesso, è bene ricordarlo, alla alleanza col PD di Veltroni alle ultime elezioni politiche, di pubblicare un delirante appello sulla stampa estera.
Non si può fare spallucce per una miriade di motivi.
Di Pietro è, incredibilmente, parlamentare e segretario di partito. E questo rende più grave l’appello che ha fatto a mezzo stampa affinché ci si attivi per una pesante ingerenza negli affari italiani.
Di Pietro ha parlato di situazione pre-dittatoriale in Italia a proposito della legge nota come lodo Alfano, proprio nel momento in cui sta per pronunciarsi su di esso la Corte Costituzionale. Incurante del ridicolo, ha indicato come esempio di prevaricazione proprio ciò che dimostra il contrario. Per dimostrare che nel nostro Paese non c’è democrazia, ha reso noto che in Italia, udite udite, le leggi vengono approvate prima da una Camera, poi dall’altra; che, in seguito, passano al vaglio del Presidente della Repubblica; superato questo filtro, è ammesso ricorso di fronte alla Corte Costituzionale. Infine, per chi non volesse darsi per vinto, c’è anche la possibilità di indire un referendum abrogativo.
Il problema, per il democraticissimo Di Pietro, è che in tutte queste fasi sono possibili pressioni. Cioè è possibile che ciascuno faccia il proprio gioco!
Ecco, uno che ragiona in questo modo è parlamentare e segretario di un partito che avrebbe potuto rivelarsi determinante per l’eventuale governo presieduto da Walter Veltroni. E questo, in democrazia ci sta. Anzi, proprio la presenza di Di Pietro in Parlamento è la massima dimostrazione di quanto la nostra sia una democrazia aperta e tollerante.
Quello che non ci sta, e su cui, prima o poi occorrerà fare piena luce, è che uno così abbia mandato a casa un’intera classe politica e sepolto un sistema democratico ancorché ammaccato.
Attraverso quali vie tortuose e grazie a quali sostegni occulti?
P.

Caro Stefano,
qui, più che della nostalgia dell’autore dell’articolo per i tempi di Andreotti, si tratta della nostalgia sua per i tempi di Violante.
Cioè della compagnia di giro delle toghe ai vari festival dell’Unità ed ai convegni del PCI.
Le decine di magistrati eletti alla Camera, al Senato, al Parlamento europeo, a Sindaco, etc. nelle liste del PCI,PDS,DS,PD non avevano mai parlato con qualcuno? Tutte mammolette passate direttamente dalle aule di giustizia a quelle parlamentari?
Tenga conto, oltretutto, che i giudici costituzionale possono essere di estrazione politica, scelti fuori dall’ordine giudiziario mentre i giudici di cui sopra ne facevano parte.
Finchè la sinistra sarà strabica e finchè considererà parte di se Di Pietro e i manettari come lui, le speranze di tornare al governo resteranno ridotte al lumicino.
P.
Il problema forse potrebbe esser colto nell’interrogativo su perchè il Grande Inquisitore Di Pietro si sia improvvisamente fermato ( al tempo di Tangentopoli ) sulle soglie della sede del PCI , perchè si sia fermata l’indagine a suo carico ,perchè sia stato eletto ( nelle file del PCI ,in collegio sicuro e blindato ) contro le simpatie dei “suoi” stessi elettori , perchè le “malignità” sul figlio (personaggio improvvisamente importante ) siano sottaciute…le spallucce il popolo italiano è costretto a farle non solo sulle accuse a Berlusconi ,ma su un sacco di “casi” di altri personaggi ,Di Pietro compreso. I quali comunque dimostrano di saper incidere molto meno sulle sorti delle popolazioni amministrate. Quel “non capisco” non sarà mica manifestazione d’invidia?
Sinceramente non colgo il problema. Non capisco perchè Di Pietro venga definito ridicolo e manettaro…evidentemente chi scrive ha forse nostalgia del sistema politico di Andreotti e Craxi. In una democrazia, come l’autore dell’ articolo sostiene definire l’attuale forma di governo, non dovrebbe essere ammissibile un lodo dove si decreta l’impunità per le tre cariche dello Stato. In democrazia dovrebbe suscitare scalpore che gli autori del Lodo si intrattengano a cena con i giudici della Corte Costituzionale che dovranno giudicare il Lodo. In una democrazia dovrebbe apparire insostenibile che Mills venga condannato nonostante nel testo della sentenza venga evidenziato che questi “… ha certamente agito da falso testimone, da un lato, per consentire a Silvio Berlusconi ed al Gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse…”.
Il problema è che “le spallucce” le stanno facendo il popolo italiano di fronte a tutto questo. Criticare Di Pietro perchè si oppone, forse in maniera bizzarra, a tutto questo è decisamente fuori luogo.
io ho sempre saputo che la DITTATURA c’è quando Esecutivo, Legislativo, Giudiziario sono controllati (e sottomessi) dalla stessa persona.
Beh, ci stiamo arrivando con Berlusconi, che è Capo del Governo, ha una maggioranza in Parlamento e col Lodo Alfano e quest’ultima legge sulla sicurezza si fa un baffo anche del Giudiziario!
grazie alla P2!!
“Attraverso quali vie tortuose e grazie a quali sostegni occulti?”…..
Appunto !
Sostegni occulti trasversali a tutte le aggregazioni che formalmente figurano o come partiti politici ,od ordini professionali,associazioni di categoria ,organizzazioni sindacali…
Naturalmente ogni tanto qualcuno proclama che non ci sono incappucciamenti , ma solo virtù e trasparenza…..e che ci volete fare ?
Non c’è limite al peggio. L’appello di Di Pietro è stato talmente inopportuno e insensato da troncare le discussioni successive….