Ha certamente ragione il Prof. Massimo Teodori che, già con il suo libro “Laici, l’imbroglio italiano”, denunciò e continua a denunciare il proliferare, nel panorama politico e culturale italiano, dei cosiddetti “atei devoti” o “laici pentiti”: nuova grancassa mediatica di Santa Romane Ecclesia.
E così, l’ateo devoto Giuliano Ferrara torna alla carica proponendo la “moratoria sulla legge 194 che disciplina l’aborto” di concerto con Sua Eminenza Camillo Ruini e con tutti coloro i quali sacralizzano la vita financo, forse, nelle sue forme spermatiche più elementari.
E così arriva Sandro Bondi (altro ex comunista come Ferrara, ovvero già appartenente all’altra Chiesa dogmatica più influente d’Italia) di Forza Italia a presentare una mozione in Parlamento per rivedere le linee guida della legge 194 alla luce dei valori di sacralità della vita sanciti dagli stessi Ferrara e Ruini.
Ma che cosa intende o si intende per “vita” e per “sacralità” della stessa ?
Si consideri che ogni cosa che ci circonda è, in sé, “vita” in quanto composta di atomi.
Purtuttavia c’è “vita” e vita: ovvero materia dotata di una coscienza e materia del tutto priva della stessa.
E, poi, che cos’è il “sacro” ? Ciascuno può ben dire la sua visto che siamo in un Paese tutto sommato libero e dalle molteplici concezioni spirituali (nonostante gran parte della nostra classe politica ci metta del suo per ridurre gli spazi di libertà).
Lungi dall’addentrarci troppo in questioni filosofiche fuorvianti, andiamo subito al nocciolo della questione: si può pensare oggi di vietare l’aborto per legge come vorrebbero i “sacralizzatori della vita” nostrani ?
Mi chiedo se essi si rendano conto della pericolosità insita nelle loro conclusioni.
L’aborto è uno degli aspetti che riguarda, volenti o nolenti, la vita quotidiana, così come altri fenomeni sui quali possiamo essere d’accordo o meno, ma comunque continueranno ad esistere in quanto fanno parte del libero arbitrio dell’individuo stesso (che pur non vuole dare fastidio a nessuno: prostituendosi, drogandosi o scegliendo liberamente di togliersi la vita).
L’aborto riguarda infatti la vita di una donna che si ritrova una gravidanza indesiderata e che non ha potuto o voluto utilizzare altri metodi anticoncezionali (che pure la Chiesa cattolica condanna, sic !).
La legge 194 non fa che regolamentare tale fenomeno e grazie ad essa si sono evitati, in 30 anni, aborti clandestini di massa in condizioni disumane. Quante donne sono morte sotto i ferri delle “mammane” dai cucchiai d’oro negli anni precedenti al 1978 !
Il vero assassinio, insomma, sarebbe la mancanza di una legge come questa, la quale regolamenta e consente la pratica abortiva in condizioni igienico-sanitarie ottimali.
Facciamo poi notare che finalmente da quest’anno sarà possibile per le donne ricorrere alla fantomatica “pillola del giorno dopo” RU486 (mifepristone), lo steroide che consente l’aborto chimico nei primi due mesi della gravidanza, ricorrendo agli ospedali stessi.
Ci sono voluti anni, ma anche il nostro medievale Paese conoscerà questo strumento anticoncezionale che consientirà di evitare l’aborto chirurgco.
Ora, che cosa accadrà in Parlamento prossimamente, questo proprio non si sa ancora. Ciò che tuttavia urge è la nascita di un vero Partito dei Liberali e dei Riformatori italiani, capace di battersi per aprire al pargamtismo civile dei Paesi occidentali ed anglosassoni, contrapponendosi al conservatorismo talebano che vuole un ritorno allo Stato etico e confessionale: premessa per un nuovo totalitarismo (se uno Stato non rispetta i corpi dei suoi cittadini, come vorrai mai chiamarlo ?).
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Bravo Luca Bagatin, non c’é molto da aggiungere al tuo pezzo, mi auguro che voci come la tua continuino a potersi esprimere in Italia, nonostante le pressioni politiche di ogni schieramento e religiose che vorrebbero imporre la stessa visione del mondo a tutti!
Forse questo rigurgito catto-sclerotico di Giuliano Ferrara é dettato dal suo suicidio progressivo che sta evidentemente conducendo con successo da anni, vista la sua obesità senza via d’uscita e il suo fumare senza sosta, in prossimità del trapasso cercato e anticipato per uno stile di vita che riguarda solo il singolo individuo, Ferrara si sente assetato di divino, e questo non é condannabile, bensi il fatto che ne faccia una bandiera e che cerchi adepti!
Profittino invece della vita, quella terena, le persone un po’ piu’ accorte, facendo sport, mangiando meno, e pensando piu’ alla qualità della vita che abbiamo adesso tra le mani e che ci lasciamo sfuggire stupidamente, invece di auto distruggere questa vita in vista del riscatto in una eventuale successiva.
“ogni cosa che ci circonda è, in sé, “vita” in quanto composta di atomi”: Bagatin gioca con il suo mondo fatto di pezzi di Lego facendo dubitare di che materia sia lui stesso composto , se quella con coscienza o quella senza. Ma…eppur si muove ,si direbbe ,sia pur senza pretesa di spiegare come il libero arbitrio possa esistere nel suo mondo di pezzettini sovrapposti .E se la sacralità della vita disturba chi proclama la sacralità di alcuni simboli e di qualche grembiulino, cappuccetto o guanto,c’è solo da commentare alla stregua dei nostri antenati latini : de gustibus non est disputandum.Che poi il libero arbitrio non voglia dar fastidio a nessuno ,è pretesa originale ed egocentrica ,ma scarsamente concepibile in una dimensione sociale. Se questo fosse vero , a che condannare il “fideismo” di taluno , degno almeno dello stesso rispetto del fideismo settario del Bagatin??
Che nelle sue crociate (che tanto spazio sembrano ricevere , nonostante la tensione banalmente monocorde) non si rende conto di contraddire continuamente le proprie affermazioni pseudo libertarie. Posso dire che di certi talebani sentiamo poco il bisogno ?