
Un cardinale di 18 anni, Ippolito de’ Medici, e una contessa di 16 anni, Giulia Gonzaga ( vedova del duca di Traetto Vespasiano Colonna): era una singolare coppia di innamorati quella che passeggiava nel giardini del castello di Fondi sede di una delle più famose corti letterarie del Rinascimento.
Questa vicenda è ricostruita da Angela Vignotto, con un libro frutto di ricerche significative, ricco di argomentazioni ma di agile lettura, avvincente come un romanzo. Giulia Gonzaga a Fondi edito da Jouvence..
Nata nel 1513 a Gazzuolo, Giulia Gonzaga aveva sposato giovanissima il vecchio condottiero Vespasiano Colonna, che dopo due anni la lasciò vedova ed erede di Fondi dove creò un celebre circolo di intellettuali. Era considerata una delle donne più belle del suo tempo tanto che il pirata Barbarossa tentò di rapirla per offrirla come preda al Sultano Solimano il Magnifico. .
Angela Vignotto scrive che l’episodio legato al Barbarossa dette un’ulteriore “spinta” al mito di Giulia che già era nato perché già prima i poeti avevano iniziato da tempo a dedicarle Stanze, sonetti e poemi. Il palazzo in cui viveva era meta di artisti vari che si prodigavano per diffondere la sua fama di donna più bella del momento e il gesto del pirata andò “a confermare e a convalidare ciò che era già noto a tutti, persino in Oriente”.
Di questa splendida figura di signora rinascimentale abbiamo parlato con l’autrice del libro.
Come è nato il suo interesse per Giulia Gonzaga?
Sono nata nella meravigliosa città di Fondi dove Giulia Gonzaga trascorse alcuni anni della sua vita avendo sposato il vecchio condottiero Vespasiano Colonna, conte anche di Fondi. Mia nonna raccontava spesso la leggenda di questa magnifica e coraggiosa donna che, per sfuggire alle grinfie del pirata, scappò percorrendo un tunnel sotterraneo che dal castello conduceva ad un monte vicino. Ogni volta ascoltavo affascinata questa storia popolare e facevo mille domande per avere altri particolari, per saperne sempre di più. Con il passare del tempo, leggendo libri e facendo ricerche, ho scoperto che la vicenda andò diversamente pur rimanendo, comunque, intrigante e misteriosa.
Nella vita di Giulia Gonzaga ha uno spazio importante la sua corte letteraria…
Giulia era conosciuta per il suo mecenatismo culturale e il circolo intellettuale che nacque a Fondi era molto ambito e rinomato, tanto che si parlò di una “piccola Atene”. Alcuni studiosi paragonarono la sua corte a quella di Isabella d’Aragona, di Elisabetta Gonzaga, di Lucrezia Borgia, di Beatrice d’Este, di Isabella d’Este.. Le notizie, al proposito, non sono moltissime ma doveva trattarsi sicuramente di una corte che rifletteva quella romana istituita dal cardinale Ippolito de’ Medici che amava moltissimo Giulia.

E anche il Castello di Fondi: un’occasione per andare alla sua scoperta?
Giulia visse nel vicino e meraviglioso palazzo Caetani collegato al castello con un piccolo ponte (oggi chiamato Passetto del Conte), quello probabilmente usato per la sua fuga all’arrivo del Barbarossa. Palazzo e Castello sono, quindi, due luoghi che andrebbero visitati per “riscoprire” la meravigliosa Gonzaga. Tutta la città ha comunque moltissimo da offrire. La storia di Fondi è antichissima, più antica di Roma, è attraversata dalla famosa Via Appia ed è ricca di luoghi e reperti storici da conoscere ed ammirare.
Tra i vari enigmi c’è anche quello che riguarda i ritratti di Giulia, riportati nel suo libro e che sono assai differenti fra loro.
I ritratti sulla Gonzaga sono numerosissimi e sparsi in tutta Europa. Non si è chiarito quale fosse realmente il suo aspetto. L’unico ritratto di cui si sa, con certezza, che sia stato eseguito dal vero è quello fatto da Sebastiano del Piombo nel 1532. Tra gli studi più controversi sull’immagine della Gonzaga rimane indubbiamente quello relativo ad un meraviglioso ritratto conservato a Francoforte, un dipinto assolutamente diverso dagli altri tetri e scuri: meravigliosa, elegante, raffinata proprio come si addice ad una dama del suo rango.
Giulia e Ippolito una delle coppie più celebri del Rinascimento ma un amore sfortunato…
Ippolito conobbe Giulia quasi per caso e se ne innamorò perdutamente quando lei era già vedova. Probabilmente fu lui a volere la corte letteraria fondana e fu lui che chiamò Sebastiano del Piombo. Purtroppo il cardinale morì giovanissimo per avvelenamento e lei, a quel punto, forse stanca di tanti dolori e disavventure, decise di abbandonare definitivamente Fondi per trasferirsi a Napoli dove poi morirà.
Giulia Gonzaga e Atenaide/ Eudocia ( protagonista di un suo nuovo libro edito sempre da Jouvence ). Ci sono parallelismi tra queste due grandi figure di donne?
Giulia Gonzaga ed Atenaide/Eudocia sono due figure che si collocano in periodi e luoghi diversi. Vivono, di conseguenza, vite differenti per molteplici motivi. Entrambe sono comunque belle ed intelligenti, affascinanti, misteriose e simili nel carattere: donne decise, mai arrendevoli, sempre pronte a rialzare la testa anche in situazioni piuttosto difficili. Inoltre, è possibile evidenziare come tutte e due vivranno anni della loro vita in stretto rapporto con le questioni religiose: Atenaide/Eudocia, nata pagana, diventerà cristiana a tutti gli effetti ed oggi è una santa della chiesa ortodossa. Anche Giulia si allontanerà dal suo credo iniziale per avvicinarsi al mondo protestante fino a morire in odore di eresia.
Gabriele Parenti
(Per la stessa editrice, Angela Vignotto ha pubblicato anche Atenaide, l’imperatrice Eudocia di Bisanzio).

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