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Giubbe Rosse adieu

Il Tribunale ha disposto tre mesi di esercizio provvisorio dato che la cessazione immediata dell’attività potrebbe determinare un danno grave. Verrebbe infatti azzerato il valore dell’avviamento e si perderebbe il know how.

di Carla Ceretelli | 23 Dicembre 2018

Dispiacere duplice, culturale e sociale,  per il fallimento del Caffè letterario simbolo della cultura fiorentina dall’800. Chi non lo conosce?

Rischio chiusura per lo storico caffè delle Giubbe Rosse.

“Continua lo stato di crisi dello storico caffè delle Giubbe Rosse in piazza della Repubblica, dove lavorano 20 persone in pianta stabile e altri 20 stagionali… ” si leggeva sui media a fine settembre.

“Dopo  le udienze, il 27 giugno e il 19 settembre, per la presentazione del ‘piano di salvataggio’, c’è stata una nuova proroga per dar modo ai legali di produrre altri documenti . Il 10 ottobre il Tribunale valuterà in via definitiva il concordato con continuità aziendale proposto dai proprietari debitori.“

Dopo 130 anni il Caffè, ritrovo di eccellenze culturali poetico letterarie e artistiche,  chiude i battenti. Sopravvissuto a due guerre mondiali, all’alluvione  e all’avanzata, gestita  senza criterio e buon senso,   della modernità e della globalizzazione multietnica e multiculturale, non ce l’ha fatta a sopravvvere. Le recenti amministrazioni comunali hanno  svenduto tutta Piazza della Repubblica, a pezzi. Anche a causa di cantieri posti in essere dall’attuale governo, che hanno  creato problemi perfino agli artisti di strada e non solo a quelli elitari. Cantieri che   si sa quando aprono, ma non quando chiudono. A  lavori conclusi, per altro,  non sempre a regola d’arte. Come quello della Piazza, centro effettivo della città,  fin dall’epoca romana. Qui, esattamente dove si trova la Colonna dell’Abbondanza. Oggi,   risultato dell’ammodernamento urbano di  Firenze capitale dal 1865- al 1871.

Cantiere che sarebbe  dovuto terminare  entro dicembre. Sindaco, assessore allo sviluppo economico e ai lavori pubblici   ” mentre le Giubbe Rosse abbassavano per l’ultima volta il bandone, erano intenti a festeggiare l’approvazione di un bilancio che condanna Firenze ad altri 5 anni di cantierizzazione selvaggia, con danni irreparabili per chi lavora”.  Per chi intraprende e per i dipendenti.

Chissa, come ironizza  qualcuno, non lontano da ipotesi veritiera,  se  verrà  sostituito da un bel temporary shop di abbigliamento trendy  o magari di abbigliamento etnico con annessa kebaberia.

Tutto  in nome e a favore  del  mercato, la concorrenza,  la libera imprenditoria . Sane, quando la concorrenza è leale e i libero mercato    equilibrato e  organizzato da,  e con,   norme razionali e di buon senso. Patologiche, quando dettate dall’unica volontà di far cassa.

Il fallimento  è stato ufficializzato  venerdì 21 dicembre, nonostante il ritiro in extremis di due istanze di fallimento, dell’imprenditore Carotti e della società Ice Company.

Il pm nella istanza per la dichiarazione di fallimento e in udienza si è mostrato irremovibile. «La società versa in uno stato d’insolvenza irreversibile».

Il Tribunale ha disposto tre mesi di esercizio provvisorio dato che  la cessazione immediata dell’attività potrebbe determinare un danno grave.  Verrebbe infatti  azzerato il valore dell’avviamento e si perderebbe il know how.

Dopo un tira e molla fra creditori imprenditori, passaggio di marchio e  piani industriali, si può ipotizzare anche una  procedura competitiva,  un’asta,  insomma.

Incrociamo le dita e auspichiamo il  meglio. Se son rose fioriranno, e  speriamo senza o con poche spine. Per la città e le sue tradizioni, per 40 nuovi disoccupati.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : Punto e a capoTag: anni, buon senso, crisi, danni, fallimento, fiorentina, firenze, globalizzazione, governo, mercato, persone, repubblica, sviluppo

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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