
Memoria corta, anzi cortissima.
Ci si scorda di quello che successe nell’Italia occupata dai nazisti dopo l’8 settembre. Anche se la vicenda del discobolo risale al 1938, quando Hitler decise di acquistare dal principe Lancillotti la copia del Mirone che risale al secondo secolo dopo Cristo.
Mussolini per non scontentare l’alleato tedesco concesse il via libera a quella cessione, malgrado l’opposizione del ministro Bottai.

L’opera fece ritorno in Italia , perchè inserita nella lunga lista delle opere trafugate. Questo avvenne nel 1948.
Ora improvvisamente il museo di Monaco richiede all’Italia il discobolo, perchè acquistato da Hitler.
Richiesta indecente, per fortuna, subito rigettata dal nostro ministro della Cultura.
Dal 43 al 45 decine di opere vennero saccheggiate. Molte di loro non tornarono mai più nel nostro Paese.
Grazie alle mani di volenterosi italiani pezzi di storia e di cultura italiana si salvarono. Pensiamo ai monaci di Cassino che nascosero il tutto nella sede del Vaticano, prima del bombardamento che distrusse la chiesa.
Pensiamo a valorosi direttori di museo che celarono decine di opere nelle cantine ai numerosi parroci che si adoperarono nella stessa maniera.
Memoria corta ed i rigurgiti della seconda guerra mondiale tornano, ahimè, a galla.
Roberto Caputo

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