Consegnato dalla Corte d’Appello l’elenco ufficiale degli eletti, si è messo in moto il meccanismo che porta al nuovo Consiglio regionale. L’insediamento giovedì 5 maggio. In quella sede il presidente Martini presenterà giunta e programma. Fra le cose da fare priorità assoluta al rilancio dell’economia toscana che sembra accusare in maniera piuttosto forte la crisi economica nazionale ed europea. Sulla giunta solite indiscrezioni. Certa la composizione numerica. A guidare la Toscana saranno in 14. Grande riserbo sui nomi anche se da tempo sui quotidiani impazza il toto-assessore. Sembra comunque certo che il nuovo esecutivo potrà contare su alcuni punti fermi: innanzi tutto gli assessori uscenti Rossi e Conti che saranno i veri uomini forti del Martini II. Certe anche le riconferme di Susanna Cenni, Marco Montemagni e, probabilmente, Mariella Zoppi. Ancora in alto mare la nomina del rappresentante dei Verdi. Martini non vuole Fabio Roggiolani, considerato più uomo di partito che possibile esponente di una squadra di governo. Al suo posto dovrebbe andare l’altro consigliere eletto, Mario Lupi. Sembra invece tramontata l’ipotesi di una riconferma di Tommaso Franci. Già scelto per la vice-presidenza Federico Gelli della Margherita.
Sul piano consiliare restano da sciogliere alcuni nodi. Innanzi tutto quelli legati alle opzioni. Gli eletti in più collegi hanno praticamente una settimana di tempo per esercitare la scelta. I casi più interessanti in Forza Italia. Devono optare Paolo Bartolozzi, eletto a Firenze e a Livorno, Stefania Fustagni, listino regionale e Grosseto, Maurizio Dinelli, listino regionale e Lucca. Sulla base di come verranno esercitate le opzioni si capirà come stanno evolvendo i rapporti interni. Da mettere a punto anche diverse questioni sul versate più prettamente politico. Due i problemi a sinistra, almeno in questa prima fase. Uniti nell’Ulivo, la lista presentata alle regionali e formata da Ds, Margherita, Sdi e Repubblicani europei, ha annunciato da tempo che non sarà presente in regione. I partiti che la compongono daranno vita a gruppi autonomi. Resta però da vedere come, nell’attività di tutti i giorni, si potranno conciliare le due esigenze, proseguire sulla strada dell’unità e mantenere vita autonoma ai partiti. Problema più grosso il rapporto fra Martini e maggioranza. Il presidente ha avuto alle elezioni un indubbio successo e questo, secondo alcuni, lo sta portando ad accentuare la deriva presidenzialista. I primi segnali, veto a Roggiolani, ridimensionamento dello Sdi, prospettata riduzione di alcune deleghe, stanno creando qualche allarme tanto che il segretario del PDCI ha già preso in mano carta e penna per mettere i puntini sulle i. Nel centro destra vige il silenzio. La questione opzioni sembra ancora in alto mare. Oltre a quella tutta da definire di Bartolozzi sarebbe non acquisita anche quella di Dinelli relativa al listino regionale. Per ora una cosa sola è certa. Lunedì prossimo si troveranno le delegazioni dei partiti che compongono la Casa delle Libertà per decidere l’atteggiamento da tenere in consiglio sui problemi istituzionali. Non sarà muro contro muro ma nemmeno l’inciucio della scorsa legislatura. Si sceglierà una via mediana ma è certo che l’opposizione si prepara ad alzare la voce.
GIOVEDI 5 MAGGIO SI INSEDIA IL CONSIGLIO REGIONALE. MARTINI LAVORA ALLA NUOVA GIUNTA
Consegnato dalla Corte d’Appello l’elenco ufficiale degli eletti, si è messo in moto il meccanismo che porta al nuovo Consiglio regionale. L’insediamento giovedì 5 maggio. In quella sede il presidente Martini presenterà giunta e programma.

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