
A Palazzo Citterio 250 opere ripercorrono l’intera carriera del fotografo milanese,
dalle prime copertine di moda agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitarie.
Per la prima volta esposti i suoi scritti, le poesie e gli oggetti personali.
Giovanni Gastel (Milano, 1955-2021) rivela la sua ricerca fotografica attraverso un
viaggio emotivo ed immersivo che consente di rivivere tutta la sua intensa carriera
dettata da una personalissima visione dell’interpretazione del mondo attraverso l’
immagine fotografica.
E’ stato uno dei pochi fotografi a sperimentare la post-produzione digitale fin dagli
anni Novanta, unendo artigianalità e innovazione, analogico e digitale, trasformando
la fotografia in un linguaggio semplice, immediato. Il percorso dell’esposizione
visibile sino al 26 luglio 2026 intitolata Giovanni Gastel. Rewind viene rivissuta
attraverso le parole narranti, dell’ascolto di Giovanni racconta Giovanni per il
pubblico. Un’occasione questa per rileggere l’intenso rapporto che ha legato Gastel
alla sua città. Milano con la sua matrice familiare, sociale e creativa. Cresciuto in
ambiti tra aristocrazia, borghesia,cultura, poesia e pragmatismo Gastel ha creato
così un insieme alchemico che ha sviluppato nell’azione artistica creando delle
immagini: sofisticate, eleganti ma nel contempo semplici e dirette, leggere, precise
ma soprattutto libere ed ironiche. Harper’s Bazaar USA lo ha definito “ambasciatore
di Milano”al tempo stesso impegnato per la sua città con le campagne pubblicitarie
per IEO (l’Istituto di Ricerca Tumori del Prof. Umberto Veronesi). Gli esordi artistici
di Gastel avvengono in ambito teatrale con lo zio Luchino Visconti. Nei primi anni
Settanta sviluppa lo studio della fotografia ed inizia a produrre Still life per la casa
d’aste Chiristie’s e altre aziende. Inizia la collaborazione con testate giornalistiche
italiane e internazionali e pubblica più di 170 copertine producendo più di 500 tra
campagne pubblicitarie e cataloghi per molte maison di moda e per grandi firme del
design e del gioiello. I suoi primi quarant’anni di lavoro sono stati caratterizzati
dall’uso delle lastre Polaroid 20×25 per poi spaziare alle tecnologie digitali. Le sue
fotografie sono state esposte in tutto il mondo e ciò che le contraddistingue è l’
inconfondibile stile Gastel vale a dire quella sensibilità vibrante e raffinata che
delinea l’arte della composizione .Palazzo Citterio che ospita la mostra di Gastel fa
parte del progetto Grande Brera Milano che comprende oltre il Museo della
Pinacoteca di Brera anche la Biblioteca Braidense.
Laura Novello





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