Metti un computer collegato ad internet, un programma per scaricare la musica (p2p nel gergo tecnico) in modo iper semplice, un masterizzatore e qualche disco vuoto. E così il ragazzino, o lo studente o l’operaio, crea in maniera autonoma la propria compilation con le hit del momento o i ricordi del passato. Tra ragazzini è moda, o almeno prima lo era, creare il disco per ogni stagione. Estate 2001, Primavera 2002, Compilation per X… E non è stato internet a far si che ciò avvenisse. Perché già lo si faceva con le audio cassette magari registrando la musica dalla radio intervallando canzoni con la propria voce. Anche se per far ciò occorreva un microfono. E non tutti lo avevano.
Tralasciando l’amarcord faziano, il problema di fondo è che questi soggetti stanno violando la legge. Eh si perché proprio mentre scaricano la canzone preferita, magari per fare una dedica alla fidanzatina di turno, commettono atto di pirateria, perseguibile dalla legge.
E i tempi in cui si chiudevano gli occhi sembrano finiti. Eh già, perché il neo Presidente della SIAE – società pubblica che tutela i diritti degli artisti – ha tuonato a gran voce che da ora in poi sarà tolleranza zero: puniremo anche il ragazzino che scarica la musica da casa.
Ma come. Non voglio difendere la pirateria. Vi sono veri e propri mercati paralleli di CD e DVD copiati. Addirittura alcuni negozianti sotto banco vendono copie duplicate di dischi. Fai una passeggiata in centro e sei assalito da ambulanti extracomunitari che ti mostrano il loro “campionario” (per carità non ce l’ho con loro, sono solo l’ultima ruota del carro e la vendita di un disco gli serve magari per mangiare qualcosa).
E il presidente con chi se la rifà? Con i giovani. Gli studenti. I neo lavoratori. Tutte quelle categorie,insomma, ai quali sembra proprio non interessarsi nessuno.
Già in un articolo passato analizzando la questione giovani emersero situazioni insostenibili quali i prezzi di cocktail o di ingressi in discoteca.
Ebbene anche sul mondo della musica ce ne sarebbero di cose da dire. Un CD di un cantante medio italiano, che magari ha una canzone carina in tutto l’album, costa sui 30 euro. Un concerto del cantante del momento può costare anche 60 euro.
A queste condizioni anche io stesso, non ho problemi a dirlo, la musica me la scarico. I film li scarico. E figuriamoci lo studente che vive con i genitori. Saranno loro stessi ad invitarlo a scaricare da internet. Visto che con molto meno di 30 euro al mese si può fare un bell’abbonamento flat per il web.
Probabilmente lo stesso Assumma dovrebbe fare una analisi interiore di coscienza – non tanto la sua quanto quella dei suoi associati – e indire una campagna su due fronti: da una parte reprimere la criminalità organizzata che crea grandi introiti grazie alla pirateria; dall’altra promuovere un netto abbattimento dei prezzi di vendita dei dischi (audio o video).
Sarebbe un bel gesto, specialmente in periodi come questi. Ne risentirebbero beneficamente tutti: Assumma, la SiAE, i cantanti.
E sono convinto che le vendite tornerebbero a volare ed i ragazzetti riscoprirebbero il piacere di collezionare dischi originali.
Claudio Tirinnanzi

La tua riflessione Claudio è senza dubbio corretta. Temo però che nessuno in alto abbia veramente voglia di risolverlo. Che ci siano connivenze? Un abbraccio.
Capire.. è proprio il caso, caro Roberto. Tu più di altri puoi capire questo argomento. Mi piacerebbe esprimermi anche sulla tua situazione, mi piacerebbe CAPIRE perchè un percorso di studi ricco e difficile come il tuo non possa e non debba essere parificato al mio per esempio.
Pienamente d’accordo con l’esposizione di Claudio…