In queste ore negli Stati Uniti migliaia e migliaia di giovani insieme ai loro insegnanti stanno protestando contro l’insabbiamento delle loro richieste rivolte ai governi degli Stati locali e al governo federale perché sia attuata ed approvata una radicale riforma che riguarda il settore delle armi ed in particolare la vendita di mitragliatori semiautomatici.
“If you can speak, Speak! If you can march, March! If you can vote, VOTE!” questo l’urlo di una ragaza al microfono di fronte a Capitol Hill.
Le immagini mostrano ragazzi e ragazze pienamente consapevoli del ruolo che stanno recitando. Non si tratta di un’occasione tanto per fare casino, atteggiamento questo al quale ci hanno spesso abituati i nostri giovani italiani.
Ed a proposito degli italiani che sono avviluppati in una melassa post elettorale dalla quale cercano di tirar fuori un governo purché esso sia salvo poi sperare nella soluzione finale di un gabinetto istituzionale proposto dal presidente della Repubblica ovvero dal solito deus ex machina, ecco: a proposito degli italiani sarebbe molto bello se le piazze italiane fossero riempite dalla protesta di migliaia di giovani come sta avvenendo in America per chiedere una politica non parolaia ma effettivamente consapevole delle loro necessità e del fatto che non hanno futuro.
Purtroppo, anche se le generalizzazioni peccano sempre per eccesso, sembra che la maggioranza dei giovani italiani sia impegnata nel programmare le serate, meglio dire le nottate, nelle discoteche con acquisto e consumo di droghe, o nel dolce far nulla tanto ci pensa il borsellino della nonna a fornire i soldi per le birre e la pizza.
I pochi tra i giovani che hanno veramente voglia di costruirsi un destino lasciano il campanile e si fiondano all’estero e noi qui in America siamo testimoni dei successi di questi ragazzi che arrivati in un’arena estremamente competitiva come quella americana riescono a sopravanzare gli altri competitori affermandosi in ogni settore.
E questo ci fa dire, purtroppo, viva l’Italia all’estero.
Oscar Bartoli (letter from Washington)

Gentile Oscar, mi permetta di dissentire: non tutti gli Italiani all’estero si oppongono al diritto di possedere armi. Certo, esistono eccessi, come lei giustamente osserva su mitragliatrici ecc.
Ma i giovani americani, non fanno numero perché la grande maggioranza degli Americani vuole mantenere il diritto di possedere armi e questi giovani che amano i cori e gli schiamazzi, non fanno testo.
Del resto, se lei vuole verificare quanti morti si contano in Paesi come il Venezuela dove gli individui sono stati semplicemente disarmati dalla legge, oppure in Brasile, legalmente ci sono fortissime restrizioni ma la delinquenza uccide un poliziotto ogni due giorni solo a Rio de Janeiro e dove ogni anno muoiono ammazzati più individui che nelle guerre della Siria ed Iraq, vedrà che negli Stati Uniti le statistiche parlano a favore del possesso delle armi.
Ci sono statistiche, poi, della tanto decantata Scandinavia lo confermano e danno ragione proprio a quella maggioranza americana…
O lei si crede di potersi sentire più sicuro in qualche città degli Stati Uniti od in una del Venezuela o del Brasile???