Giosuè Carducci, premio nobel per la letteratura, insigne scrittore e poeta, è meno noto per il suo impegno politico e la sua appartenenza alla massoneria. Il Vate della Terza Italia, quella che va dal Risorgimento alla prima guerra mondiale, fu garibaldino, repubblicano, anticlericale e, come lui stesso amava definirsi, ‘scudiero dei classici’. A Firenze nel 1856 fondò, infatti, con Giuseppe Chiarini, Ottaviano Targioni Tozzetti, Giuseppe Torquato Gargani la società degli “Amici pedanti”, che, osteggiando il romanticismo, promuoveva invece la restaurazione del classicismo. Fu iniziato, si dice, in una loggia toscana e quando si trasferì a Bologna fu tra i fondatori della loggia ‘Felsinea’.
Ed è questo il ritratto a tutto tondo proposto dallo storico Aldo Alessandro Mola nel suo nuovo volume, intitolato ‘Giosuè Carducci. Scrittore, politico, massone’, edito da Bompiani, che sarà presentato venerdì 30 marzo a Firenze alle 21.00 presso il Centro Sociologico Italiano in Borgo Pinti 13 (I piano). Alla presentazione del libro, organizzata in occasione delle celebrazioni per il centenario dalla morte di Carducci, interverranno, oltre all’autore, il saggista Luigi Pruneti e il Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia Luigi Danesin. Ingresso libero.
Info: 055-243173 329-3374952 granloggiafirenze@libero.it

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