• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Giorgia: la lezione di Elly

Difendendo Meloni da Trump, la segretaria del PD ha ottenuto il risultato di presentarsi come una statista che antepone l’interesse generale del paese a quello di parte, al contempo isolando politicamente Meloni e evidenziando come la Premier sia rimasta “orfana” del suo capo americano. Soprattutto, la leader del PD è riuscita a far esprimere a tutto il parlamento una condanna ferma e esplicita di Trump. É il possibile inizio di un’Italia che comincia ad alzare la testa dopo averla tenuta per troppo tempo inchinata.

di Enrico Rossi | 15 Aprile 2026

“Sono rimasto scioccato. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo. È lei che è inaccettabile. Non le importa se l’Iran ottiene l’arma nucleare, non vuole aiutare nella guerra, non vuole aiutare gli Stati Uniti, non vuole fare nulla.”

Trump ieri si è scagliato con queste parole contro Meloni decretando la fine di un rapporto di ferro che era alla base delle fortune internazionali della premier italiana.

Ora resta il fallimento della politica estera di Meloni.

In questo senso, é giusta la solidarietà nazionale che ieri Schlein ha voluto esprimere alla Presidente del Consiglio di fronte all’attacco virulento di Trump, oggettivamente lesivo dell’autonomia nazionale e delle istituzioni italiane.

Difendendo Meloni da Trump, la segretaria del PD ha ottenuto il risultato di presentarsi come una statista che antepone l’interesse generale del paese a quello di parte, al contempo isolando politicamente Meloni e evidenziando come la Premier sia rimasta “orfana” del suo capo americano. Soprattutto, la leader del PD è riuscita a far esprimere a tutto il parlamento una condanna ferma e esplicita di Trump. É il possibile inizio di un’Italia che comincia ad alzare la testa dopo averla tenuta per troppo tempo inchinata.

Per rompere l’idillio é bastato che Meloni fosse costretta, tardivamente e con mezze parole, a prendere le distanze dal padrone americano per le critiche da lui rivolte a Papa Leone.

Quella che mirava ad essere la costruttrice di un ponte tra gli USA e l’Europa, volendo su questa politica costruire la sua dimensione di statista internazionale, ha ricevuto una schiaffo che la tramortisce facendola balbettare, con lo stesso spirito di volontaria servitù, che “con gli alleati si può anche non essere d’accordo” e che “quando si è amici non si rinuncia al proprio giudizio”.

É il terzo schiaffo che Meloni riceve nel giro di poco tempo dopo quello del referendum e dopo quello della sconfitta di Orban.

Non riuscirà a riqualificare la sua politica estera nemmeno il tentativo di prendere le distanze dal criminale di guerra Netanyahu con la sospensione del rinnovo automatico dell’accordo di cooperazione militare e difesa con Israele.

Anche questo è solo un atto minimo e dovuto di fronte ad uno Stato che applica scientemente il genocidio del popolo palestinese e ad un esercito che non ha remore a sparare contro i soldati italiani di stanza nel Sud del Libano per conto dell’ONU.

D’altra parte, niente e nessuno potrà cancellare la vergogna che ricade sul governo Meloni di avere, anche ieri, all’Assemblea Generale sostanzialmente votato contro il riconoscimento dello Stato palestinese, o di aver deciso di partecipare, anche se solo come osservatore, all’infame Board of peace voluto da Trump sulla testa dei palestinesi.

La crisi della politica internazionale di Meloni ormai è palese.

La sua credibilità in Europa è ormai ridotta al lumicino e in generale paga pegno per essere stata per troppo tempo la vassalla preferita di Trump e averlo difeso, compreso e sostenuto anche quando una misura di prudenza avrebbe consigliato un atteggiamento più sobrio.

La caduta rovinosa della politica estera di Meloni non è priva però di conseguenze per l’Italia. I tentativi furbeschi, gli equilibrismi non reggono più e condizionano negativamente il ruolo che il nostro Paese potrebbe svolgere a favore della pace e di politiche di distensione.

Il rischio di questa caduta rovinosa è che il Paese perda anche quel poco di potere di condizionamento che aveva nei dossier energetici e di sicurezza nel Mediterraneo.

Chiunque può fare un paragone con la forza e la dignità della politica estera del leader spagnolo Sanchez che si é opposto sia alle spese per il riarmo sia alla guerre scellerate in violazioni del diritto internazionale in Venezuela e in Iran.

Difendere un’istituzione italiana, come é la Presidenza del Consiglio, da una pesante e brusca ingerenza di un altro Paese é giusto e rappresenta un atto di grande consapevolezza politica e di difesa dell’interesse nazionale.

Inoltre, più semplicemente, é un principio civile di non infierire su ciò che é già morto, come la politica estera meloniana; purché non si vada oltre un limite ben preciso e non si conceda ai morti di seppellire i vivi.

Più chiaramente: quanto prima Meloni si toglie di mezzo ponendo fine alla propria agonia che danneggia il Paese e tanto meglio sarà per gli italiani.

PS. C’è un elemento decisivo, di cui si è parlato diffusamente nel post di ieri, e che non deve essere ignorato se vogliamo capire le ragioni di fondo di ciò che sta accadendo: la rottura tra Trump e Meloni si è consumata sullo scontro in atto tra il Presidente USA e Papa Leone XIV sul tema della guerra. È lì che la Presidente del Consiglio è stata costretta a intervenire.

Se sfugge questo elemento non si comprende il ruolo che la Chiesa Cattolica sta svolgendo in una drammatica situazione internazionale, né il valore del suo impegno come argine alla logica della guerra.

Enrico Rossi

Pubblicato in : Editoriale

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti