I sondaggi ci dicono che il 17% degli elettori si recherà a votare, ma ancora è indeciso se votare SI o NO. E visto la quasi parità fra le due opzioni, saranno proprio gli indecisi a determinare la vittoria degli uni su gli altri.
L’indeciso di sinistra, che conosco io, credo che sia rappresentativo di molti altri .
Fino dal primo momento il suo era un NO secco, sulla base di un giudizio di merito sulla proposta di riforma.
Ma le dichiarazioni del Premier: “se vince il no me ne vado” lo hanno frenato. E dopo, chi governa? I grillini, la destra?
Poi il Premier ci ripensa: anche se vince il no io rimango. L’indeciso ripiglia fiato e alla domanda che si pone risponde ..”allora voto no”.
Ma l’altro giorno Berlusconi sale le scale del Quirinale e sta a colloquio con Mattarella, quando esce dichiara: “Se vince il no io sono pronto a governare”. Frenata brusca dell’indeciso di sinistra che se il voto può ricacciare indietro Berlusconi e allora potrebbe addirittura votare SI.
Poi l’indeciso si ferma e gli sorge un dubbio, ma non sarà che la dichiarazione di Berlusconi fa parte del Nazareno resucitato e quindi dell’accordo con Renzi?
Quindi oggi è probabile che l’indeciso sia ancora più indeciso.
Graziano Cioni

Lucida l’analisi, fondato il dubbio, piacevole lo stile.
Ciò che più preoccupa e indispettisce è la sopravvivenza di questo rapporto oscillaltorio e periodicamente riaffiorante tra Renzi e Berlusconi che rende il primo assolutamente inaffidabile e sinistro.