
Gennaro Sasso ha attraversato tutto il Novecento. Ha studiato, raccolto, interpretato. Filosofo è poco, non tutto per descrivere la grandezza di Gennaro Sasso, morto ieri a 97 anni.
Nato a Roma il 25 giugno 1928, militante da ragazzo del Partito d’Azione, avverso al fascismo ma critico nei confronti della retorica antifascista, aveva sposato Laura Calogero (scomparsa nel 2014), figlia del filosofo liberalsocialista Guido, dirigente del Pd’A.
Accademico dei Lincei e professore emerito di Filosofia teoretica all’Università La Sapienza di Roma, dove aveva insegnato per quasi quarant’anni, Sasso era stato direttore dal 1986 al 2010 dell’Istituto italiano per gli studi storici di Napoli fondato nel 1946 da Benedetto Croce.
Sasso è stato uno dei più celebri studiosi di Machiavelli oltre che professore di storia delle dottrine politiche e storia della filosofia all’Università di Urbino e alla Sapienza di Roma, di cui era professore emerito. Dal 1986 al 2010 è stato direttore dell’Istituto degli Studi Storici di Napoli fondato da Benedetto Croce. Presidente della Fondazione Gentile.
Gennaro Sasso lascia una grande eredità culturale che andrebbe studiata per comprendere e proseguire un percorso di ricerca per costruire una società migliore e più umana. Per diversi anni ha frequentato il Circolo Giustizia e Libertà di Roma apportando contributi e profonde riflessioni.
Salvatore Rondello

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