David Ellwood
La domanda se la pongono in tanti: dopo avere ripetutamente detto che mai e poi mai si sarebbe rivolta alle urne per avere una conferma della sua visione politica, perché la premier britannica Theresa May ha improvvisamente cambiato idea, portando il Paese a elezioni anticipate?
Nel dare l’annuncio formale della consultazione generale convocata per il prossimo 8 giugno, la May ha spiegato che era necessario un chiarimento definitivo, non sopportando più di essere ostacolata da varie forze di opposizione, anche dentro il suo stesso partito conservatore.
Molti hanno suggerito che la premier non resisteva più alla tentazione di approfittare della manifesta debolezza politica del partito laburista di Jeremy Corbyn per ottenere una maggioranza schiacciante in Parlamento e procedere così indisturbata per la sua strada.
Altri ancora hanno fatto notare che, mentre sulla Brexit la premierpuò contare sul sostegno di gran parte dei parlamentari Tories, su certi temi economici e sociali (tra cui le riforme della scuola, del sistema pensionistico e degli enti locali), l’attuale maggioranza assoluta di 17 seggi (comprensivi anche di 10 unionisti nordirlandesi) alla Camera dei Comuni non è affatto sufficiente per permetterle di imporre le sue politiche. Leggi tutto:

L’ottima analisi del redattore, non limita il fatto che è necessario una verifica popolare dopo la Brexit in omaggio alla citata ” dittatura democratica”