Nella regione dell’Afganistan di competenza della Gran Bretagna, l’Helmand, a confine con il Pakistan, l’insorgenza talebana aumenta ed e’ sempre piu’ attiva. Il comando inglese fa sapere che quasi ogni giorno ci sono scontri a fuoco e l’inten-sita’ dei combattimenti e’ paragonabile a quella della Guerra coreana e gia’ gli inglesi lamentano 55 caduti. Il governo Blair, che ha gia’ deciso di inviare altre truppe di rinforzo, e’ stato sollecitato dall’opposizione e dalla stampa a chiedere anzi pretendere dagli alleati NATO un equivalente sforzo di supporto per i loro militari impegnati in prima linea negli scontri. I giornali riportano, con facile ironia,che i militari francesi, italiani, tedeschi e spagnoli sono dislocati in aree relativamente tranquille ed in ogni caso hanno regole d’ingaggio che non permettono loro di combattere. Addirittura, secondo loro, alle truppe tedesche sarebbe vietato di uscire di notte. La richiesta di Blair di assistenza,tra l’altro piu’ in termini di mezzi che di truppe, e’ stata respinta dal nostro governo con la scusa che e’ il Parlamento a fissare le modalita’ dell’intervento italiano in Afganistan. Questa politica estera dalemiana di barcamenarsi tra una ipotetica conferenza di Pace in Afganistan ed un distinguo tra americani democratici (buoni) e repubblicani (cattivi) in Irak, puo’ andare bene per tenere appiccicata una maggioranza eterogenea, ma aliena l’opinione pubblica anglo-americana che vede i suoi soldati in guerra non
aiutati da un alleato ingrato e ambiguo.
Pia N Carta

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