
Rak torna a Venezia quattro anni dopo il successo di “L’arte della felicità”, (evento speciale della Settimana della critica) ma stavolta lo fa con altri tre compagni d’avventura dimostrando che l’animazione non solo si sa fare anche in Italia, ma gode ottima salute.
Hanno discusso e anche litigato, per loro stessa ammissione Rak, Cappiello, Guarnieri e Sansone, ma è proprio dal confronto che escono sempre le cose migliori.
E’ bastato quindi prendere una favola, aggiungere musica e canzoni napoletane, una parodia sulla camorra, miscelare il tutto ed ecco una sorta di musical che è anche una riflessione su Napoli , il suo desiderio di riscatto e le debolezze umane dei suoi abitanti.
La piccola Mia, figlia dell’ingegner Vittorio Basile (il cognome non è certo casuale) orfana ed unica erede del padre, a causa della sua morte affronta un lungo periodo di mutismo. Odiata e disprezzata dalla matrigna e dai suoi figli (5 femmine ed un femminiello), che però vivono alle sue spalle, sogna colui che l’aiuterà ad uscire dal vuoto affettivo che la circonda. Angelica, la matrigna nonostante la sua apparente fierezza e forza dipende dall’unico uomo amato da sempre Salvatore Lo Giusto detto “O re” . I due cercheranno di capovolgere il sogno di Basile e trasformare Napoli nel porto base del traffico internazionale di droga. A questo progetto si oppone Primo Gemito ex guardia del corpo di Basile, diventato poliziotto che vuole salvare Mia.
In questa Napoli collusa con la camorra e dominata da “O Re” si svolge la lotta tra il bene il bene e il male, Primo che non avendo saputo salvare Basile, che amava e seguiva come un figlio, vuole salvare Napoli e Mia da “O Re”.
Il film è in sala da giovedì, che aspettate per andare a vederlo? Altamente consigliato.
E’ una gioia per gli occhi, per il cuore e, grazie alla musica e alle canzoni d’annata, anche per le orecchie.
Maria Rita Monaco

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