
Il G20 ai blocchi di partenza. Saranno quindici i bilaterali tra oggi e domenica per il premier indiano a margine del G20. Secondo quanto scrive l’agenzia Pti, Modi vedrà oggi il presidente americano Joe Biden e la premier bengalese Sheikh Hasina. Domani, tra gli altri, i bilaterali con Meloni, il tedesco Olaf Scholz, il britannico Rishi Sunak, il giapponese Fumio Kishida. Domenica infine il pranzo di lavoro con il presidente francese Emmanuel Macron. Il G20 parte con la consapevolezza che sarà difficile chiudere con una dichiarazione comune di intesa. Non saranno presenti né Putin né il presidente cinese Xi Jinping. Una situazione inedita. Un modo quello di Xi di offuscare le attenzioni sull’evento in un momento in cui la Cina sta affrontano forti problemi di natura economica e strategica. In passato Xi, he guida la Cina da oltre dieci anni, ha sempre considerato l’incontro dei 20 Grandi un territorio ottimale in cui diffondere la sua narrazione. Ora il ragionamento è quello opposto in un momento in cui l’economia Indiana viaggia meglio di quella del paese sol levante. Inoltre le tensioni con gli Stati Uniti e l’India possono essere altri elementi che hanno pesato sulla scelta di Xi di non essere presene e di farsi sostituire da un suo delegato. Gl indiano ovviamene ne approfittano e dipingono la non presenza del cinese come un segno della loro ascesa. Gli indiani raccontano il G20 come passaggio esplicito dell’arrivo del Paese sul tetto del mondo, ma l’assenza di Xi e del presidente russo, Vladimir Putin, hanno di fatto oscurato i riflettori geopolitici sull’evento. Di più: tali assenze non aiutano ad appianare le differenze politiche all’interno di questo blocco diversificato su questioni che vanno dal cambiamento climatico alla guerra in Ucraina. Tutto ciò si trasforma in un rischio più che concreto che le conclusioni si trasformino in un nulla di fatto senza nessun avanzamento concreto nei tanti scenari di crisi geopolitici e strategici che affollano il mondo.
Il G20 “arriva in un momento critico per il multilateralismo e per il futuro del mondo: sono tempi difficili. La fiducia è il pilastro del multilateralismo: spero sinceramente che questi due giorni contribuiscano a creare più fiducia”, sottolinea il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, in una dichiarazione diffusa in vista del summit.
Ma a New Delhi il presidente americano è deciso a sfruttare le due assenze pesanti per rafforzare l’influenza Usa, soprattutto verso il sud globale, confermando il ruolo centrale del G20 contro il tentativo di rafforzamento dell’asse allargato dei Brics. E dimostrare, mentre l’economia Usa surclassa quella cinese, che Washington è un partner migliore di Mosca e Pechino sulle grandi questioni transnazionali, anche se restano forti divisioni sul conflitto in Ucraina e su come aiutare i Paesi emergenti ad affrontare dossier quali il climate change e la transizione energetica.
Sulla guerra russa a Kiev Biden punta a tenere alta l’attenzione, evidenziando in particolare gli effetti negativi dopo l’uscita di Mosca dall’accordo sul grano, soprattutto per i Paesi più poveri. Come quelli rappresentati dall’Unione Africana. E proprio qui si apre una nuova sfida globale con competitor sempre più agguerriti per infiltrarsi con ramificazione sempre più forti nel continente africano considerato ormai la nuova terra di conquista degli interessi economici globali. Ed è proprio qui che Biden rivolge la mossa forse più attesa, la riforma della Banca Mondiale e del Fondo monetario internazionale: il presidente mette sul piatto intanto altri 3,3 miliardi di dollari per entrambe le istituzioni che aiuterebbero a raggiungere quasi 50 miliardi di dollari soltanto dagli Stati Uniti in prestiti a Paesi a reddito medio e poveri e fino a 200 miliardi di dollari in tutto il mondo.
Clima, energia, sicurezza alimentare, empowerment femminile, salute, intelligenza artificiale, digitalizzazione, fra i temi dell’agenda, oltre alla questione migratoria (con l’impegno ad affrontarla anche sotto la presidenza brasiliana nel 2024) e a quello centrale del conflitto in Ucraina. Meloni interverrà sabato e domenica in due delle tre sessioni, una su clima, energia, ambiente e sviluppo sostenibile, l’altra su transizione digitale, riforma delle istituzioni multilaterali e intelligenza artificiale. Fra i bilaterali, ne avrà uno con il primo ministro cinese Li Qiang, nuovo passo verso la sua visita a Pechino.
Ginevra Matiz

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