
Si trasforma in una appassionante partita di Indovina Chi il vertice indiano del G20. Dopo giorni e, soprattutto, notti di febbrili trattative si è arrivati a un compromesso che spiana la strada a un comunicato finale unanime. Invasione illegale dell’Ucraina per espansione territoriale: condannata. Invasore: non pervenuto. Potevano portare la gamification alle sue ovvie conclusioni con un testo del tipo: media altezza, ampia pelata, un passato nel KGB, cavalca gli orsi nei meme rossobruni. Purtroppo la serietà e la mancanza di sonno hanno fatto perdere questa storica occasione e si lascia una gesuitica condanna del peccato, ma un velo pietoso sul peccatore.
Resta il fatto che la Cina non ha fatto da scudo all’alleato Russo tanto da impedire un comunicato congiunto, a differenza di Bali dove si era chiuso con una spaccatura. Qui non c’è frattura: si condanna l’invasione Ucraina per, come dire direbbero gli inglesi “land grabbing” ovvero conquiste territoriali. E la Russia ha dovuto accordarsi. È chiaro che siamo alle battute finali della commedia. I paesi non allineati si sono stufati di questa guerra insensata e hanno capito che gli Ucraini sono più duri dei Russi. È, insomma, iniziato l’ultimo atto.
Questo G20, con l’ingresso dell’Unione Africana, rischia di essere l’inizio effettivo di un mondo multipolare. Un mondo multipolare dove la Cina, al contrario delle proprie aspirazioni, non sarà egemone. E dove la Russia rischia di essere solo una provincia povera di Pechino. E tutto a casa di Modi, competitor storico di Xi Jinping. Assente oggi per non dare ulteriore lustro al rivale. Incerto il futuro dei BRICS, che hanno da poco fallito l’obiettivo della valuta unica. La bella notizia è che la pace alle porte dell’Europa è vicina. Anche se il formato della fine della guerra Ucraina potrebbe trovare molti impreparati. E sul campo si continua a sparare.
Luca Rampazzo

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