
Un cosa da far impallidire la legge truffa del’53. Con il 40 per cento dei voti si diventa sindaci e non è necessario il ballottaggio. La proposta è del centrodestra e riguarda le elezioni amministrative per i comuni con più di 15 mila abitanti. Lo prevede un emendamento al decreto Elezioni presentato dai capigruppo di tutta la maggioranza in Senato con il quale si punta a riscrivere le regole del voto. Intanto le opposizioni insorgono e c’è chi parla di “furto di democrazia”. Si tratta di una proposta di modifica al cosiddetto decreto elezioni, ora al vaglio della commissione Affari costituzionali, e che disciplina il voto delle prossime Amministrative di maggio (con voto domenica e lunedì) e dei referendum di giugno. L’emendamento rispolvera una precedente proposta del centrodestra. In particolare, si chiede di modificare gli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sugli enti locali per cui risulterebbe eletto sindaco “il candidato che ottiene il maggior numero di voti a condizione che abbia conseguito almeno il 40% dei voti validi. In caso di parità tra due candidati (pari o oltre il 40%) sarà eletto chi ha incassato il maggior numero di voti validi. Previsto, inoltre, un ‘premio di maggioranza’ per il candidato vincente: nel testo è previsto che in caso di elezione al primo turno di un candidato sindaco, “alla lista o al gruppo di liste a lui collegate che non abbia già conseguito almeno il 60% dei seggi del Consiglio, viene assegnato il 60% dei seggi, sempreché nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50% dei voti validi”.
Anci, ‘rivedere riforma ballottaggi, Comuni vanno ascoltati’
“Ci auguriamo che ci sia un ripensamento sulla proposta, poiché interverrebbe su un sistema che risulta essere il miglior sistema elettorale del nostro Paese e che finora ha operato a vantaggio dei cittadini”. Così il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi commenta l’emendamento del centrodestra che eliminerebbe il ballottaggio nei comuni con più di 15mila abitanti qualora uno o più candidati ottengano almeno il 40% dei voti. “Ricordiamo precedenti tentativi di stravolgere la legge sull’elezione diretta dei sindaci – aggiunge Manfredi – e come accaduto in passato ancora una volta si tenta di farlo senza consultare i comuni”.
Anci, ‘non si cambia regola ballottaggi con blitz notturno’
“Non si cambino le regole elettorali sui comuni senza coinvolgere i Comuni, come ha già giustamente sottolineato il presidente Manfredi. Avremo certamente modo, presto, di discuterne anche in Anci facendo esprime i sindaci. Ma non si può cambiare una regola così importante con un emendamento di notte senza alcun confronto con l’Associazione dei Comuni italiani”. Così Mattia Palazzi, vice presidente Anci con delega alle riforme istituzionali. “Non è possibile continuare a stravolgere le norme sui Comuni, fuori da una complessiva riforma del Tuel e dopo aver già definito una oggettiva discriminazione sul limite dei mandati tra i comuni sotto o sopra i 15 mila abitanti – aggiunge – La legge elettorale sui Comuni ha sempre funzionato, non c’è alcun motivo fuori da logiche di parte per rivederla adesso e a pezzi, fuori da un ragionamento complessivo ed equilibrato su mandati, competenze, ruolo dei consigli comunali e delle giunte”. (ANSA).
Zaratti, dalla destra su ballottaggi prova di regime
“Non è solo una provocazione, per noi è una prova di regime, un brutto espediente per vincere le elezioni a tavolino. Questo tentativo va respinto con forza in ogni modo”. Lo afferma Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs nella commissione Affari costituzionali della Camera, in merito “all’emendamento della destra al decreto sulla data delle elezioni comunali nel 2025 che modifica la soglia di sbarramento per accedere al ballottaggio, permettendo la vittoria al primo turno con il 40% dei voti”. (ANSA).
Parrini, destra senza vergogna, assalta ballottaggi
“Sono senza vergogna. Andare all’assalto del ballottaggio nei comuni sopra i 15 mila abitanti con un emendamento proditorio al dl elezioni che riduce al 40% la soglia per eleggere il sindaco al primo turno, significa compiere per puro calcolo di parte un furto di democrazia, nel metodo e nel merito. È un abuso colossale prevedere l’elezione a minoranza di cariche esecutive monocratiche, per di più abbinandola alla concessione di un premio potenziale abnorme, di 20 punti percentuali. Una cosa inconcepibile, del tutto illegittima sia costituzionalmente che politicamente, che stravolge una forma di governo degli enti locali che funziona ottimamente da 32 anni e mai modificata unilateralmente. Contro un colpo di mano così sfacciato faremo le barricate”. Così il senatore del Pd Dario Parrini. (ANSA).
Scalfarotto, sarà battaglia contro blitz destra su ballottaggi
“Le destre provano a cambiare le regole del gioco alle elezioni locali con un emendamento al decreto legge “elezioni” che porta la soglia per diventare sindaco senza ricorrere al ballottaggio al 40%. Per prima cosa non esiste al mondo che si cambi una legge elettorale con un semplice emendamento a un decreto legge. È una cosa contraria a ogni senso della democrazia e anche della decenza. In secondo luogo si vogliono eleggere così sindaci di minoranza, votati da meno della metà dei cittadini, indebolendo una figura istituzionale come il sindaco, che in tutto il Paese rappresenta un presidio di democrazia rispettato e spesso anche amato dalle comunità locali. Uno strappo istituzionale che denuncia tutta l’immaturità democratica e la povertà civile di questa destra. Daremo battaglia”. Lo scrive sui social Ivan Scalfarotto di Iv
Azione, faremo una battaglia contro emendamento anti ballottaggi
“Un decreto elezioni che doveva essere solo di carattere ordinamentale sta diventando il cavallo di Troia per modificare pesantemente il testo unico sulle autonomie locali. In materia elettorale non è possibile usare la decretazione d’urgenza, ai sensi della nostra Carta costituzionale. Per questo, sull’emendamento della maggioranza che modifica il meccanismo del ballottaggio nei Comuni con popolazione superiore ai 15 mila abitanti, Azione, insieme alle altre opposizioni in modo unitario, condurrà una dura battaglia politica per evitare l’ennesimo pasticcio del centrodestra di maggioranza”. Così il senatore di Azione, Marco Lombardo. (ANSA).
Fornaro, emendamento maggioranza sui ballottaggi incostituzionale
“La sentenza n. 171/2007 della Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una disposizione contenuta in un decreto legge che modificava le cause di incandidabilità per la carica di sindaco. La Corte evidenziò in quella occasione come la materia elettorale sia estranea rispetto alle finalità tipiche della decretazione d’urgenza; non può essere quindi sostenuta l’esistenza dei presupposti di necessità e urgenza stante il divieto posto dall’art. 15, comma 2, lettera b) della legge n. 400/1988 di adottare decreti legge nelle materie indicate nell’art. 72, quarto comma della Corte Costituzionale (tra cui la materia elettorale).Non si possono quindi cambiare le regole del gioco in materia elettorale con un decreto necessario solo per fissare le scadenze delle prossime elezioni amministrative e dei referendum. La maggioranza al Senato ritiri il suo emendamento che prevede l’eliminazione del ballottaggio per l’elezione dei comuni. Non è soltanto un inaccettabile colpo di mano ma è palesemente contrario ai dettati costituzionali”. Lo scrive in una nota Federico Fornaro (PD), della commissione Affari Costituzionali della Camera, in merito all’emendamento presentato dalla maggioranza al Senato sul Dl Elezioni. (ANSA).
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